Istat, a giugno la disoccupazione giovanile ai minimi dal 2012

Lavoro
Lavoro

Il premier: “I posti di lavoro rispetto al 2014 sono 599mila in più”

Il mercato del lavoro torna a mostrare segnali di ripresa dopo la frenata di inizio anno legata in parte al taglio degli incentivi alle assunzioni. A confermarlo è l’Istat che oggi diffonde dati incoraggianti sull’aumento dell’occupazione nel nostro Paese.

L’istituto nazionale di statistica registra una crescita del tasso di occupazione in tutte le classi di età rispetto allo scorso anno e un dato di notevole consistenza riguarda la disoccupazione giovanile, che scende al 36,5%, ai minimi dal 2012. Insomma, nel complesso la stima degli occupati aumenta (+71 mila persone occupate), proseguendo la tendenza positiva già registrata nei tre mesi precedenti (+0,3% a marzo e ad aprile, +0,1% a maggio) ed invertendo la partenza negativa di inizio anno.

Se poi si allarga lo sguardo a un periodo di tempo più lungo, fa notare lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi in un Tweet, da febbraio 2014 a oggi i posti di lavoro in più sono 599mila. “Sono storie, vite, persone. Questo è il #jobsact”, scrive il premier.

Anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si ritiene “molto soddisfatto: 71mila occupati in più sul mese precedente, 329mila in più in un anno e 600mila in più da quando siamo al governo sono risultati straordinari – fa notare il titolare del Lavoro – a cui si affiancano il calo dei disoccupati (140mila in meno in un anno) e la costante diminuzione degli inattivi (325 mila in meno in un anno), a conferma della fiducia nella possibilità di trovare un’occupazione”.

“Il tasso di occupazione, al 57,3% – aggiunge poi Poletti – è al livello massimo dal 2009. Il tasso di disoccupazione giovanile, ancora molto elevato, è ai minimi da ottobre 2012; quando abbiamo iniziato l’esperienza di governo l’avevamo trovato al 42,9% e oggi è al 36,5%, e cioè 6,4 punti percentuali in meno. Possiamo pensare che iniziano a vedersi i risultati delle politiche attivate, a cominciare da Garanzia Giovani”.

“Naturalmente resta ancora molto da fare per il problema della disoccupazione – sottolinea ancora il ministro – ma i dati dell’Istat danno il segno che la direzione è quella giusta e che si sta consolidando la tendenza di miglioramento del mercato del lavoro”.

In effetti, il cambiamento favorevole messo in evidenza da Poletti si registra nonostante a giugno sia aumentata la disoccupazione totale (non quella giovanile, che come detto è scesa). Il dato di oggi infatti è uno di quei casi in cui l’aumento della disoccupazione coincide con l’aumento dell’occupazione. Perché? La risposta sta nella definizione stessa del tasso di disoccupazione, che rappresenta il rapporto fra le persone in cerca di impiego e il totale della forza lavoro (compresi gli inattivi, ovvero coloro che non sono in cerca di lavoro). Se quindi la disoccupazione sale, come è successo a giugno, non è detto che l’occupazione debba per forza scendere. 

In altre parole, a giugno l’aumento dei disoccupati è stato inferiore a quello dei nuovi occupati proprio perché sono diminuiti gli inattivi. E anche questa è una notizia degna di nota.

Vedi anche

Altri articoli