Shimon Peres, il mondo si inchina davanti a un grande

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Venerdì i funerali con i grandi della Terra

Cordoglio e commozione generali per la morte di Shimon Peres, mancato la notte scorsa dopo una decina di giorni di ricovero all’ospedale Sheba di Tel Aviv. Peres era stato colpito due settimane fa da un ictus che lo aveva costretto al ricovero in ospedale. Dopo le prime cure i medici avevano parlato di una condizione critica ma stabile. Ieri d’improvviso il peggioramento delle condizioni di salute.

Domani si prevede una gran folla di israeliani alla Knesset (il Parlamento), dove sarà esposta la salma di Peres. E venerdì la polizia dovrà garantire la protezione di numerosi capi di Stato che hanno anticipato l’intenzione di partecipare ai funerali nel cimitero dei Grandi della Nazione, sul Monte Herzl.

Tra loro, il presidente americano Barack Obama e il Principe Carlo d’Inghilterra, Bill e Hillary Clinton, il segretario di Stato, John Kerry, il presidente tedesco Joachim Gauck. Hanno confermato la loro presenza anche il presidente francese François Hollande, il primo ministro canadese Justin Trudeau, quello australiano, Malcolm Turnbull.

Il premier israeliano Netanhyahu ha espresso «profondo, personale cordoglio» per la morte di «un diletto della nazione», mentre Bill e Hillary Clinton lo definiscono «un genio con un grande cuore cha ha usato i suoi talenti per immaginare un futuro di riconciliazione e non di conflitto».

Peres ha rappresentato una figura amatissima nel suo Paese e nel mondo. A 30 anni, Peres era direttore generale del ministero della Difesa e negli anni 1974-77 fu ministro della Difesa. Da ‘falco’ laburista seguì Ben Gurion: prima all’opposizione e poi,nel 1967, nel governo di unità nazionale. Da responsabile della politica estera israeliana, era stato uno dei fautori degli accordi di pace di Oslo nel 1993, per i quali aveva ricevuto il Nobel insieme all’allora premier Yitzhak Rabin e al presidente palestinese Yasser Arafat.

Anche dopo la fine del mandato è rimasto una figura centrale per  Israele e i rapporti internazionali, anche grazie la sua Fondazione, il Centro Peres per la Pace di Jaffa che promuove il dialogo fra ebrei e arabi.

 

 

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