Irregolarità, favori agli amici e paralisi: il disastro a Cinquestelle

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Mentre presentano mozioni di sfiducia al governo, i grillini fanno flop dove governano

Irregolarità edilizie, consulenze agli amici attivisti, ma anche sanzioni ai propri consiglieri. Il “bestiario” del malgoverno Cinquestelle in Italia negli ultimi mesi si è arricchito di episodi che non passano inosservati. Se all’inizio era stata l’impreparazione, il dilettantismo e l’inesperienza a farla da padrona, nelle amministrazioni pentastellate ormai emerge sempre più chiaramente che la questione è assai più grave: la presunta diversità grillina si sgretola sotto il peso delle sfide amministrative e dei fatti a cui si somma l’autoreferenzialità e la mancanza di visione politica.

I grillini non riescono a mandare avanti i progetti e gli impegni che si sono assunti con i cittadini. Una “non visione” che fa il paio con il “non statuto” e con la negazione di qualsiasi ancoraggio territoriale, come dimostrano anche i contenziosi con gli attivisti e i meetup storici sparsi per lo stivale a cui seguono, in un copione ormai ben scandito, le segnalazioni dei ribelli, i richiami via email e le espulsioni, senza diritto di replica, dei soggetti non allineati. Capita invece che alcuni attivisti vengano valorizzati.

È successo a Livorno dove è scoppiato il caso sulla consulenza da 20.000 euro più Iva affidata dalla Fondazione Teatro della Città di Livorno “Carlo Goldoni” alla società Sator Srl per «rendere più visibile e conosciuta la Fondazione stessa». La Sator è stata costituita un anno fa da un attivista livornese del movimento, Saverio Dutti, conosciuto per l’organizzazione degli eventi grillini in città, che ne detiene il 90% e che secondo quanto dichiarato da lui stesso su facebook lavora presso Movimento Cinquestelle.

Ma il problema principale per il sindaco pentastellato di Livorno è sempre la questione Aamps, l’azienda comunale dei rifiuti per la quale proprio ieri gli uomini della guardia di finanza si sono presentati in vari uffici del Comune, tra cui quello del sindaco per acquisire documentazione sui bilanci di Aamps, dal 2012 ad oggi, relativa all’inchiesta che le fiamme gialle stanno portando avanti sulla gestione dell’azienda partecipata al 100 per 100 dall’amministrazione. Le gatte da pelare però non finiscono qui.

Nella città toscana pesa anche il rischio chiusura dello storico impianto ippico Caprilli che metterebbe in crisi almeno un centinaio di posti di lavoro tra diretti, maestranze interne, stallieri e fornitori vari. Una vicenda che anche in questo caso registra l’incapacità da parte dell’amministrazione comunale di far sedere allo stesso tavolo le due società coinvolte nel contenzioso per trovare un accordo al di là delle questioni e delle problematiche giudiziarie. “La sensazione è che ci troviamo di fronte non solo all’impreparazione ha detto il capogruppo Pd Pietro Caruso ma soprattutto al disinteresse sulla questione. Per il momento questo caso è affrontato solo con misure emergenziali ma ora serve un atto di responsabilità”.

Non va meglio a Civitavecchia dove ad amministrare c’è il grillino Antonio Cozzolino e dove, oltre alla questione del bilancio, si registra la mobilitazione contro l’immobilismo della giunta non solo dell’opposizione, ma persino del tessuto professionale della città (ingegneri, architetti, geometri) che insieme alla Cna hanno accusato la giunta di “ostracismo e indisponibilità a redigere strumenti di programmazione e pianificazione per il governo e lo sviluppo del territorio”. Una presa di posizione forte che non passa inosservata. “I grillini a Civitavecchia sono all’anno zero. È un giudizio, quello dei professionisti, che conferma l’opinione che probabilmente hanno tantissimi cittadini” ha commentato l’onorevole Marietta Tidei.

Tra gli ultimi episodi all’onore della cronaca poi non sfugge il caso, sempre a Civitavecchia, dell’amministrazione grillina che autosanziona i propri consiglieri di maggioranza per aver approvata una delibera che viene considerata irregolare. Infatti, lo scorso 17 marzo la segretaria generale del comune ha censurato i consiglieri di maggioranza inviandogli un «atto stragiudiziale di intimidazione, diffida e costituzione in mora» per aver approvato il riconoscimento di un debito fuori bilancio che però era stato predisposto dagli stessi uffici comunali.

Come non parlare poi del caso di Pomezia in cui il sindaco Fabio Fucci si trova ad affrontare l’ultima emergenza: protagonisti due autorevoli esponenti della maggioranza pentastellata. L’area antiabusivismo della Regione Lazio ha, infatti, inviato al dirigente all’urbanistica del Comune di Pomezia e alla Procura della Repubblica di Velletri una nota che tira in ballo i consiglieri comunali Giuseppe Raspa e Gianfranco Petriachi, rispettivamente capogruppo del M5S e presidente della commissione urbanistica. Lo scorso 3 marzo la Pisana ha mandato un funzionario a fare dei controlli sulle loro abitazioni che hanno evidenziato alcune presunte irregolarità edilizie. Di questo ora la Regione chiede conto al primo cittadino del comune pentastellato che nemmeno due mesi fa aveva detto “non faremo sconti a nessuno”. Mentre il M5S deposita in senato la mozione di sfiducia al governo questo è quello che succede al modello Grillo&Casaleggio messo alla prova sui territori.

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