Ironia e appelli alla libertà: gli iraniani contro le statue coperte

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Dall’Iran arriva la risposta di giovani e attivisti alla scelta di nascondere le opere d’arte

Mentre l’ufficio del cerimoniale di Palazzo Chigi copriva le statue di nudi nei Musei Capitolini come gesto di rispetto nei confronti dell’ospite iraniano Rohani, forse non pensava alle ripercussioni che avrebbe questo gesto avrebbe avuto sui media e sull’opinione pubblica internazionale.

E non ha pensato nemmeno per un attimo alla reazione che avrebbe avuto la stessa società iraniana che vive in un Paese dalla storia artistica millenaria (fatta anche di opere d’arte con corpi nudi).

Molta ironia tra i giovani e gli attivisti che sui social hanno pubblicato foto e immagini che ridicolizzano la scelta di coprire un’opera d’arte.

Nel post pubblicato su Facebook, il concetto è spiegato in modo chiaro: “Questo tipo di censura ci ricorda il modo in cui il regime iraniano ha costretto milioni di donne in Iran a coprirsi”.

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E pubblica, sempre sul suo profilo Facebook, anche un’immagine di Emma Bonino che si copre il capo di fronte al presidente iraniano.

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“Dunque Italia, tu rispetti i valori islamici, ma la Repubblica Islamica Iraniana non rispetta i nostri valori o la nostra libertà di scelta – si legge ancora nel messaggio – Costringono ogni donna non musulmana a coprirsi, in Iran. Se visitate l’Iran senza velo sarete prelevate dall’aeroporto, se siete donne iraniane non potrete ricevere alcuna istruzione“.

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