Iraq, in atto l’offensiva anti-Isis a Mosul: è allarme per i civili

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L’annuncio è stato dato dal primo ministro iracheno Haidar al Abadi alla tv di stato

E’ cominciata nella notte l’offensiva per liberare Mosul dall’Isis da parte dell’esercito e delle forze antiterrorismo irachene, insieme con la milizia alleata dei peshmerga curdi e alle milizie sciite. Lo ha annunciato il primo ministro iracheno Haidar al Abadi leggendo un breve comunicato alla tv di stato: “Il momento della vittoria è arrivato. Oggi ho dato inizio a questa operazione di successo per liberarvi dalla violenza e dal terrorismo di Daesh”. Ieri, la polizia federale irachena aveva concluso il dispiegamento delle truppe nella città di Al Qayara, a sud di Mosul. Decine di migliaia di militari sono ora impegnati nella liberazione della città. Sarebbero più di 80 mila persone, inclusi ingegneri e truppe di supporto logistico, secondo quanto ha riferito in un reportage il Washington post che ha citato un comandante delle truppe speciali, Salam Jassim.

Il leader dello Stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi è sfuggito a un attacco aereo nella campagna irachena. Lo hanno riferito a Sputnik fonti della sicurezza. “Baghdadi è stato salvato all’ultimo momento dall’attacco aereo durante un incontro tra i comandanti a Mosul” senza chiarire se l’attacco è stato condotto dalle forze irachene o dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti.

Mosul è la seconda città dell’Iraq e l’ultima del Paese ancora in mano ai jihadisti. Sulla città sono erano stati lanciate dagli aerei “decine di migliaia” di volantini con istruzioni agli abitanti su come proteggersi dai combattimenti. Il numero delle persone rimaste a Mosul è sconosciuto, la città aveva circa 2 milioni di abitanti quando fu conquistata dallo Stato islamico; fu proprio qui che Abu Bakr al-Baghdadi proclamò la nascita del califfato. Comunque, si teme per la sorte di centinaia di migliaia di civili, che potrebbero essere usati come scudi umani dai miliziani dell’Isis, che starebbero impedendo a chiunque di lasciare la città. In particolare, secondo Save The Children, è in pericolo la vita di un milione e mezzo di bambini.

L’esercito iracheno sarebbe già riuscito ad abbattere la prima linea difensiva posta al di fuori della città avanzando dalla zona di Baashiqa. Caccia della coalizione internazionale a guida Usa e iracheni bombardano con raid mirati i siti di difensa dell’Isis: la base di al Qiyara, ma soprattutto la zona di Sahel Ninive, in particolare Bashiqa, circa 14 chilometri a nord della città. Oltre alle milizie di Difesa popolari sciite, presenti con 9 mila uomini, partecipano anche i peshmerga curdi, che stanno avanzando dalla direttrice di al Sawatir già conquistata e hanno liberato altri 7 villaggi della zona di al Hamdania, a meno di 10 chilometri dalla città. Circa la metà dei 3.000 combattenti iracheni addestrati dalle forze turche nel campo di Bashiqa, stanno partecipando all’offensiva. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nonostante gli attriti con Abadi per la presenza di truppe di Ankara, ha affermato che è  “impensabile che la Turchia resti fuori dall’offensiva”. I membri del Consiglio comunale di Mosul hanno annunciato che “è crollato il sistema difensivo creato dall’Isis in città”.

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