L’accordo sul nucleare iraniano in 7 punti

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L’intesa può aprire la strada a un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali e superare decenni di tensioni e confronti

Lo storico accordo tra l’Iran e le potenze mondiali sul futuro del programma nucleare iraniano è raggiunto. La diplomazia internazionale mette fine così a una disputa lunga 13 anni. L’intesa consentirà la revoca delle sanzioni internazionali in cambio della limitazione all’arricchimento dell’uranio iraniano e della concessione di ispezioni ai siti nucleari.

Il raggiungimento dell’accordo sul nucleare iraniano da parte di Teheran e paesi del gruppo dei 5+1 (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti più la Germania) è una decisione che può aprire la strada a un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali e superare decenni di tensioni e confronti.

 

I PUNTI PRINCIPALI DELL’ACCORDO

– L’Iran dovrà portare ad un minimo di un anno, per un periodo di dieci anni, il breakout time, ovvero il tempo minimo necessario per la produzione di materiale fissile sufficiente alla fabbricazione di una bomba, attualmente di due o tre mesi; il tutto in modo che una tale eventualità sia immediatamente rilevabile.

– Il numero di centrifughe nucleari passerà, sempre per un periodo di dieci anni, dalle attuali 19mila a poco più di 6mila, di cui 5mila operative per un arricchimento dell’uranio a un tasso non superiore al 3,5% per un periodo di 15 anni. L’Iran potrà utilizzare solo centrifughe di prima generazione e potrà proseguire le ricerche su apparecchi più avanzati e fabbricarli a partire dal 2023.

– Lo stock di uranio a basso arricchimento, pari attualmente a 10 tonnellate, verrà ridotto a 300 chili per un periodo di 15 anni; nello stesso periodo l’Iran si impegnerà a non costruire nuovi impianti per l’arricchimento e a non utilizzare a tal fine il sito sotterraneo di Fordo ma solo quello di Natanz, sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Il controllo dell’Aiea verrà esteso a tutta la filiera nucleare iraniana per un periodo di 25 anni. Teheran ha inoltre accettato un “accesso limitato” ai siti militari non nucleari in caso di sospette attività nucleari illegali, come previsto dal Protocollo Addizionale del Trattato di non proliferazione che l’Iran si impegna ad applicare e ratificare.

– Il reattore ad acqua pesante di Arak verrà modificato in modo da rendere impossibile la produzione di plutonio ad uso bellico; per 15 anni inoltre Teheran non potrà costruire altri reattori dello stesso tipo.

– Le sanzioni internazionali verranno revocate a partire dall’applicazione dell’accordo come certificato da un rapporto dell’Aiea, dunque probabilmente non prima del 2016.

– L’embargo dell’Onu sulle forniture belliche sarà mantenuto per cinque anni, salvo eccezioni autorizzate dal Consiglio di Sicurezza; ogni attività legata alla fornitura o alla fabbricazione di missili balistici con capacità nucleare rimarrà invece vietata a tempo illimitato.

– Il Consiglio di Sicurezza adotterà nel più breve tempo possibile una risoluzione per approvare l’accordo e revocare tutte le risoluzioni precedenti contro i programmi nucleari iraniani.

(Foto Ansa)

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