Ira grillina contro i maxistipendi. Ma la Raggi fa orecchie da mercante

M5S
ANSA/ANGELO CARCONI

Il sindaco nega: “Nessuna polemica interna”. Eppure i mal di pancia si moltiplicano

”Lasciate che ci occupiamo di politica… E voi continuate pure con le vostre ricostruzioni”. E’ quanto ha dichiarato il sindaco di Roma, Virginia Raggi, dopo aver partecipato alla giunta capitolina, incontrando i giornalisti che le chiedevano delucidazioni su maxistipendi, sulla polemica interna al M5S, sulla sorella di De Vito, sui mal di pancia del M5S… ”Questo mal di pancia io non l’ho sentito – ha risposto la Raggi – Queste ricostruzioni non le abbiamo sentite e nemmeno i cittadini. Non ho letto nulla e lascio a voi la ricostruzione romanzata di tutto questo. Noi preferiamo lavorare per la città. Il bando che abbiamo presentato oggi è la prova che siamo qui, lo ripeto, a lavorare per questa città”.

Eppure la faccenda ha fatto parecchio rumore: Francesca De Vito, la sorella del presidente del consiglio comunale Marcello De Vito e attivista riconosciuta e stimata della prima ora nel MoVimento 5 Stelle Roma, scrive apertamente su Facebook che sulle nomine M5S si sta comportando come i vecchi partiti. E il vicesindaco Daniele Frongia che, su questo tema rovente fino a oggi aveva taciuto, corre a rispondere tra i commentatori. Una risposta che però non ha sedato gli animi.

 

Anzi sembra che si sia scatenato un effetto a valanga che sta spingendo la base del Movimento Cinque Stelle ad organizzarsi, forse in una riunione vera  e propria in cui potrebbero confluire tutti i gruppi romani che non sono soddisfatti della piega che il M5S ha preso.

Insomma il “caso Roma” scuote nonostante dai vertici sia tangibile il tentativo di minimizzare. Il sindaco per ora non compie nessun passo indietro: nessuna riduzione dei compensi, ma intanto ogni nuova assunzione (almeno per questa settimana) è stata stoppata. Probabilmente non si vuole gettare benzina sul fuoco.

Ma  i mal di pancia riguarderebbero non solo gli attivisti, più di una voce conferma che le richieste di una revisione degli emolumenti sarebbe stata chiesta anche da alcuni membri della nuova squadra comunale.

Ma se su proteste e lamentele è sufficiente non ascoltare, i ricorsi invee vanno avanti spediti: sia quello di Fabrizio Ghera di FdI alla Procura e alla Corte dei conti che quello della Codacons solo alla magistratura contabile possono rappresentare la vera rogna da gestire.

Infatti il contratto firmato dall’avvocatessa prevede anche la possibilità di essere sottoposta a controllo rispetto alle decisioni assunte, nel caso queste siano considerate non in linea con il “Codice di comportamento”.

Difficile per il primo cittadino far finta di nulla se si arriverà a quel punto.

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