Intesa su Almaviva: salvi 3000 lavoratori

Lavoro
Il Sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova in Senato durante l'esame del ''Jobs Act'', Roma, 7 ottobre 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

L’annuncio su Twitter del viceministro Teresa Bellanova: “Lo avevo detto dalla prima trattativa che non avremmo lasciato sole 3000 persone”

Ci sono volute 17 lunghe ore di trattativa, ma alla fine l’accordo è stato raggiunto e 3000 posti di lavoro sono stati salvati. Quella di Almaviva è una delle vertenze più complicate sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico, e la situazione era resa ancor più complicata dal poco tempo rimasto prima dell’invio delle lettere di licenziamento, che sarebbero partite tra 5 giorni. Esulta su Twitter la vice ministra Teresa Bellanova: “Lo avevo detto dalla prima trattativa che non avremmo lasciato sole 3000 persone”

I contratti di solidarietà dei lavoratori di Almaviva, in vigore da 5 anni, infatti sarebbero scaduti tra 5 giorni e l’azienda avrebbe potuto iniziare ad allontanare i primi 2988 dipendenti: 1.670 a Palermo, 918 a Roma e 400 a Napoli. L’intesa raggiunta prevede un nuovo contratto di solidarietà a partire da domani e per 6 mesi. Un buon risultato che pesa positivamente sul destino di tante famiglie.

I punti principali dell’accordo: stop ai licenziamenti, ammortizzatori sociali per 18 mesi con riduzione progressiva della solidarietà. Verifica mensile della situazione produttiva ed occupazionale dell’azienda in sede istituzionale. Lo riporta una nota di Almaviva Contact che sottolinea “l’impegno decisivo del Governo per l’intesa. Una sfida condivisa con Governo e sindacati per riportare lavoro e produttività nelle sedi di Roma, Napoli e Palermo”.

E da Milano all’iniziativa The Future Makers presso il Boston Consulting Group arriva la soddisfazione del premier Matteo Renzi: “La vice ministra Bellanova ha chiuso una crisi aziendale lavorandoci ore, è stata bravissima. Qualcuno dirà che non basta, ma intanto abbiamo dato una risposta a 3000 persone”.

Anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si dice soddisfatto dell’accordo, anche se precisa: “Adesso bisogna continuare a lavorare uniti per dare un futuro migliore ai call center“. Una richiesta che dopo l’accordo hanno rivolto al Governo anche i sindacati: “La sfida che il sindacato lancia al governo è la regolamentazione del settore dei call center e il contrasto alle delocalizzazioni e alle gare al massimo ribasso nel tavolo permanente al ministero dello sviluppo economico già convocato per il 17 giugno”.

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