Intercettazioni, Orlando annuncia giro di vite su chat e playstation

Terrorismo
Andrea Orlando, Giovanni Legnini, durante la conferenza stampa all'interno del Ministero della Giustizia per la sicurezza contro il terrorismo 26 novembre 2015 a Roma
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Dopo i fatti di Parigi, il ministro della Giustizia ha annunciato che verrà alzato il livello di guardia anche sulle nuove modalità di comunicazione. Ma il garante della privacy storce il naso

Dopo i fatti di Parigi, si alza la guardia nella lotta contro il terrorismo: sotto osservazione anche chi chatta sulle playstation. Ad annunciare il giro di vite è stato il ministro della Giustizia Andrea Orlando al termine di un vertice antierrorismo che si è tenuto nel pomeriggio al ministero di via Arenula. “Una volta lo scambio di notizie avveniva solo via telefono. Oggi dobbiamo potenziare le nostre capacità di intercettazione delle tantissime modalità di conversazione offerte dalla rete: intercettazioni sulle playstation, ma anche sulle chat legate ad altri programmi, come quelli per scaricare la musica”, ha detto il Guardasigilli.

Per contrastare la minaccia terroristica occorre potenziare tre fronti: la capacità di veicolare le informazioni, la comprensione delle lingue e la capacità di sviluppare intercettazioni adeguandole alle nuove modalità di comunicazione. “Il quadro preoccupante, dopo i fatti di Parigi, consiglia un monitoraggio costante”, ha riferito il ministro. Appuntamenti come quelli di oggi sono quindi destinati a ripetersi anche a breve.

Dal vertice è emersa la necessità di incrementare la cooperazione in Europa. Il ministero della Giustizia italiano sta insistendo per dare vita a una procura europea, per mettere le informazioni a disposizione delle altre autorità. “È grave che a livello europeo non ci sia ancora stato questo passo – ha sottolineato Orlando -. Diffidenze e gelosie nazionali sono ancora forti, ma è una battaglia da portare avanti”.

Riguardo alla stretta su chat e playstation, storce il naso il garante della privacy, Antonello Soro: “Rispetto a minacce enormi non sono giustificabili misure estreme. Sono possibili solo quelle che rientrano nel perimetro della nostra Costituzione. Il dualismo tra privacy e sicurezza è in qualche modo anacronistico per due ragioni: la privacy non è l’egoistica difesa di un privilegio personale opposto a interessi generali. La privacy è un diritto di libertà tutelato dalla Costituzione”.

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