Intercettazioni, già i primi attriti tra Davigo e il Pd

Giustizia
Il magistrato Piercamillo Davigo a Cernobbio (Co), 6 settembre 2014, in occasione del workshop Ambrosetti: " Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive".  ANSA / MATTEO BAZZI

Il nuovo presidente dell’Anm contrario a norme più stringenti. Ma i dem replicano con Ermini: “Ci stiamo già lavorando”

Sono giorni delicati per il rapporto tra il governo e la magistratura. Matteo Renzi, dopo il caso-Guidi esploso a seguito di un’indagine della procura di Potenza, è in prima linea nel rivendicare la separazione tra i due poteri dello Stato e l’autonomia della politica e delle sue scelte (lo ha fatto ancora ieri di fronte ai giovani della scuola di formazione del partito). Dall’altra parte, l’Anm ha eletto – sempre ieri – per acclamazione Piercamillo Davigo come proprio presidente (per un anno), a capo di una giunta unitaria tra le diverse correnti interne. Una scelta dettata proprio dalla volontà di proporsi come interlocutore forte nei confronti della politica.

E i primi attriti tra il nuovo presidente e il Partito democratico sono arrivati subito. A provocarli, uno degli argomenti più spinosi, tornato d’attualità proprio in questi giorni: le intercettazioni. Una legge su questo argomento è allo studio del governo già da diversi mesi. Ma Davigo, intervistato da Repubblica, mette il suo stop: “La pubblicazione di intercettazioni davvero non pertinenti è già vietata dalla legge penale quantomeno dal reato di diffamazione”. E aggiunge: “Se si ritiene che le pene per la diffamazione non siano adeguate, basta aumentare quelle. Il resto è superfluo”.

Inoltre, Davigo definisce il governo “poco dialogante”, portando ad esempio la decisione di ridurre le ferie dei magistrati, attuata a suo dire senza un opportuno confronto. E aggiunge critiche sulla legge sulla responsabilità civile dei giudici (“non serve a prevenire errori”), sulla riduzione dell’età pensionabile, su un impegno contro la corruzione che c’è, ma non è ancora sufficiente.

A replicargli e il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, dalle colonne della Stampa. “A una legge sulle intercettazioni stiamo già lavorando”, spiega Ermini, ricordando che “c’è una delega al governo nella riforma del processo penale, approvata alla Camera e ora in commissione giustizia al Senato”. Sul rapporto tra politica e magistratura, poi, aggiunge: “Anche per la politica non c’è una magistratura amica o nemica, ma solo una magistratura con cui si deve dialogare. Anche noi abbiamo diritto a essere rispettati, quando facciamo il nostro lavoro”.

Vedi anche

Altri articoli