Inizia il Meeting di Rimini. Cl alla prova del cambiamento

Dal giornale
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Rimane poco della vecchia supremazia del centrodestra, attesi Renzi e molto ministri

Considerata la testata che ospita quest’articolo, è bene iniziare da un avviso: stiamo parlando della concorrenza. Proprio così, perché il 36° Meeting di Cl, che inizia oggi a Rimini per concludersi una settimana dopo, con il passare degli anni si è trasformato nell’unica alternativa estiva al grande dibattito politico che va in scena alla Festa Nazionale de l’Unità, che partirà martedì prossimo a Milano per chiudersi il 6 settembre. Quest’ultimo è naturalmente un appuntamento con una storia ben diversa, ma non è il caso di fare confronti. Piuttosto, occuparsi della kermesse di Comunione e Liberazione è utile, come e forse più di prima, per capire l’aria che tira, dentro il movimento e soprattutto fuori, visto che l’attuale quadro politico ed economico è ben diverso da quelli che hanno fatto da sfondo a tante edizioni passate, quando al governo c’era Berlusconi, per intenderci, e la crisi non aveva ancora messo a soqquadro tante certezze degli italiani.

Cominciamo con il dire, scorrendo l’agenda degli appuntamenti e la lista degli ospiti più o meno illustri, che della tradizionale supremazia del centrodestra nel Meeting è rimasto ben poco, il che è già di per sé un segno nei tempi. Non cambia invece la propensione dei ciellini, ma fra gli 800mila visitatori attesi ci sarà in realtà una varia umanità, ad ascoltare chi governa il Paese. E così, è innanzitutto annunciata la partecipazione di Matteo Renzi, per la prima volta a Rimini da presidente del Consiglio. In particolare, il premier parteciperà al dibattito “L’Italia e la sfida nel mondo” in programma martedì prossimo. E prenderanno parte al Meeting anche cinque ministri: Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, Graziano Delrio, responsabile dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paolo Gentiloni, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale,  e Gian Luca Galletti, il responsabile dell’Ambiente.

Fra gli altri ospiti politici, appunto scarseggiano i big del centrodestra, anzi fin qui l’unica presenza certa è quella di Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia. Ci saranno invece l’ex leader del Prc, Fausto Bertinotti, nonché lo scrittore e politologo Noam Chomsky. Un segnale importante è invece la partecipazione di un rappresentante del Movimento Cinque Stelle, il deputato Mattia Fantinati, a timida riprova di un nuovo corso comunicativo intrapreso dal partito fondato da Beppe Grillo. Più in generale, tra gli ospiti più attesi c’è sicuramente il segretario nazionale della Cei e vescovo, Nunzio Galantino, che in questi giorni sta calamitando l’attenzione, prima per la sua accesa polemica con il leader del Carroccio, Matteo Salvini, sull’emergenza migranti, e poi per i pesanti rilievi mossi al mondo politico nel suo complesso, «un piccolo harem di cooptati e di furbi». Molti anche i protagonisti dell’economia italiana: da Mauro Moretti (amministratore delegato di Finmeccanica) a James Hogan (presidente di Etihad), da Michele Mario Elia (alla guida delle Ferrovie) al segretario della Cisl, Annamaria Furlan. E ci sarà anche la nuova presidente della Rai, Monica Maggioni.

In tutto ciò non passa inosservato l’understatement dei padroni di casa. È come se gli eredi di don Giussani abbiano optato per un collettivo passo indietro. E passi per colui che dallo storico fondatore ha ereditato la guida del movimento, lo spagnolo don Julian Carron, al cui moderato protagonismo ci si è ormai abituati, e che comunque presenzierà ad uno dei 78 incontri/dibattiti previsti. Ma a stupire è l’assenza dall’agenda del meeting di Roberto Formigoni e Maurizio Lupi, i due esponenti dell’Ncd che sono poi i due politici più noti espressi da Comunione e Liberazione.

Sarebbe però sbagliato pensare ad un calo di tensione all’interno di Cl per quello che è il suo appuntamento più visibile, in Italia e non solo. A testimoniarlo ci sono i numeri di questa manifestazione, con circa 5 milioni e mezzo di costi messi a preventivo. Soldi in parte coperti da quelli che in altri contesti si potrebbero definire sponsor, nella sostanza le oltre 130 aziende ed enti che parteciperanno all’evento di Rimini, per la cui riuscita è indispensabile il lavoro dei volontari, ben 2.145 provenienti anche dall’estero.

Quanto all’interesse del mondo cattolico nel suo complesso, non è in discussione se a ribadirlo c’è il suo massimo esponente. Il Meeting di Cl «può cooperare ad un compito essenziale della Chiesa, cioè non consentire che qualcuno si accontenti di poco», si legge nel messaggio inviato da Papa Francesco. Ed ancora, il pontefice scrive che «è Dio ad offrire la risposta che tutti attendono anche senza rendersene conto, mentre la cercano nel successo, nel denaro, nel potere, nelle droghe di qualunque tipo, nell’affermazione dei propri desideri momentanei. Solo Dio può colmare la misure del cuore».

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