Ingerenze e clientelismo in Campidoglio, il dg di Atac pronto a lasciare

Roma
Il viaggio inaugurale della nuova tratta della metro C di Roma 9 novembre 2014. Il logo del Comune di Roma sul vagone della nuova metro.

Nuova bufera sulla giunta M5S nella Capitale: dopo le parole della Raggi, Rettighieri scrive una lettera all’assessore Meleo

“Se sto pensando di lasciare? Sì. Se non ci sono le condizioni perché dovrei rimanere?“. Così il dg di Atac Marco Rettighieri risponde interpellato dall’Ansa dopo la polemica scoppiata con il Campidoglio a Cinque Stelle.

In una lettera inviata ieri da Rettighieri all’assessore ai trasporti Linda Meleo, il dg contestava le cifre divulgate relative ai convogli della metro A circolanti entro metà settembre spiegando anche che i 18 milioni stanziati dalla giunta Raggi “non sono ancora disponibili perché nessun bonifico è stato effettuato da Roma Capitale verso Atac”. In più il dg lamentava “ingerenze esterne” sull’uso e lo spostamento di personale. “Elemento di disappunto è anche la richiesta di poter agire su operazioni di personale Atac come occorso ieri al telefono – scrive Rettighieri -. Lo spostamento di alcune persone all’interno di un’azienda non può essere influenzato in alcun modo da ingerenze esterne”.

>>> Leggi la lettera di Rettighieri

Rettighieri ha detto no al clientelismo dei Cinque Stelle in Campidoglio, che fanno rimpiangere non la seconda ma i metodi della prima repubblica che tanti danni hanno fatto all’Atac. Se può, l’assessore Meleo smentisca la chiamata fatta a Rettighieri per chiedere di rivedere la decisione di spostare un dirigente, che poi si è scoperto essere un militante pentastellato. La persona in questione lavorava sulla linea Roma-Viterbo ed è stata spostata ad altro incarico. Se non può smentire questa telefonata, l’assessore chieda scusa ai romani per queste pratiche che il M5S ha sempre contestato a voce”. Lo dice Stefano Esposito senatore del Pd ed ex assessore ai trasporti di Roma.

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