“Infinite Jest” in tv? Lo vuole Scorsese

Televisione
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Dopo lo scherzo di un blog americano, ora sembra vero: il trailer della serie sarà proiettato il 21 febbraio a Santa Teresa

Ci piace pensare che Wallace avrebbe trovato molto divertenti le circostanze che hanno portato il suo capolavoro Infinite Jest a diventare una serie Tv. Circa un mese fa, una pagina del blog americano thehowlingfantods.com (d’ora in poi HF) aveva postato la notizia, poi rivelatasi falsa, che in una zona desertica in Messico erano in corso alcune riprese per un telefilm che, secondo le pretese indiscrezioni raccolte dal sito, sarebbe stato l’episodio pilota di una serie tratta da Infinite Jest; la pagina (dall’enigmatico titolo di IJTV) è stata in seguito oscurata, ma per la fortuna del pubblico italiano non è sfuggita alla redazione di zibaldoni. it, rivista letteraria online nata nel 2002 e diretta da Enrico De Vivo, definita da Cortellessa “una delle più originali riviste di oggi” e firmata da autori del calibro di Celati, Prete, Morelli, Rizzante. Di seguito il testo della seminale bufala degli HF: “DFW, che tanto amava le sigle, avrebbe certo trovato divertente sapere che la serie tratta dal suo capolavoro è chiamata confidenzialmente IJTV. La serie verrà realizzata da un trust (sic) di registi di prim’ordine (tra cui Scorsese, Jarmusch e i fratelli Cohen). L’idea di trarre una serie Tv da uno dei più polimorfi e imperfetti capolavori contemporanei è temeraria ma azzeccatissima. DFW stesso aveva dichiarato che l’unico film possibile di Infinite Jest avrebbe dovuto essere lungo decine di ore, una “cosa mostruosa alla Andy Warhol”.

Strano non avesse pensato a una serie, lui che in uno dei capitoli più toccanti del libro ha raccontato la terrificante discesa di un uomo nel delirio ossessivo per M.A.S.H. Da parte nostra siamo pronti a farci ossessionare da IJTV! Grazie al contatto con il membro di una delle troupe, possiamo offrirvi in anteprima alcune golose rivelazioni. Il 21 febbraio, giorno del compleanno dell’autore, Santa Teresa (dove è stata girata la celebre scena di dialogo tra l’agente segreto Usa Steeply, interpretato da Woody Harrelson, e il terrorista senza gambe del Québec Marathe, impersonato da Ben Stiller) è stato proiettato il trailer della serie. La sola descrizione di quel trailer basterà a far venire la bava alla bocca ai fan di DFW. Il trailer inizia in nero, con il breve ronzio di una mosca. Quando il buio scompare, la telecamera è posizionata alle spalle di Hal Incandenza, protagonista del romanzo, un adolescente campione di tennis con seri problemi di dipendenza dalla marijuana. Per ragioni che a chi conosce Infinite Jest risulteranno ovvie, non vediamo il volto di Hal. La mosca cammina sul suo collo immobile. Con un lentissimo zoom à la Antonioni, la telecamera oltrepassa le spalle del ragazzo.

1. Già si lavora?

La voce di Hal dice/pensa: «I’m in here». Seguono alcune scene dei futuri episodi: la silouhette del terrorista in sedia a rotelle Marathe-Stiller, di spalle, mentre si stiracchia il braccio sinistro davanti all’alba del deserto, accanto alla silouhette in piedi di Steeply-Harrelson improbabilmente travestito da donna; il presidente Usa Gentle (una Sigourney Weaver in stato di grazia) con una maschera d’ossigeno, circondato da collaboratori tesi e sorridenti; il gigantesco braccio di una delle catapulte ATHSCME che lancia un proiettile di rifiuti tossici luminoso che rapidamente si innalza e rimpicciolisce in cielo, direzione Canada; una partita a tennis inquadrata a perpendicolo dall’alto con lentissima oscillazione, come dal lampadario di una cattedrale; l’irruzione di Pemulis, migliore amico di Hal, nello studio della bellissima e inquietante madre di Hal, Avril (Nicole Kidman); Avril che soffiando si solleva la frangetta; primo piano di Pemulis che le dice sorridendo: «Ci vorranno solo un paio di minuti»; il fratello di Hal, il deforme e dolcissimo Mario Incandenza, che arranca minuscolo e nero con rumori da robot giocattolo in un corridoio lunghissimo e deserto; un terrorista canadese con una scopa conficcata in gola, la gola che trabocca sangue; l’ombra di Joelle V., la più bella ragazza di tutti i tempi, dietro un paravento orientale in una stazione radiofonica; primo piano del volto di Don Gately (un Di Caprio molto molto ingrassato) di profilo in un letto d’ospedale, e davanti a lui, sempre di profilo ma a testa in giù, il volto dello spettro di James Incandenza (Clint Eastwood); un forno a microonde pieno di sangue. Infine, il corridoio di una casa borghese, in penombra. Sulla destra, da una porta socchiusa, le pareti palpitano per la luce di un televisore acceso: Edith Piaf canta La vie en rose; una donna mediorientale, inquadrata di spalle, si avvicina lentamente alla porta. È confusa o terrorizzata o tutt’e due; la donna appoggia una mano allo stipite della porta e sporge la testa verso l’interno della stanza, come irresistibilmente attratta dalla luce dello schermo… Il progetto è di realizzare ben sei stagioni di circa quindici puntate ciascuna, per un totale di più o meno novanta puntate, seguendo fedelmente la capricciosissima e elusiva struttura del romanzo… Sarà in grado il pubblico Usa di districarsi nel labirinto di flashback e flashward allestito in IJTV? Noi non vediamo l’ora di perderci!”

2. Una giostra di ipotesi

Nonostante la facilità con cui oggigiorno informazioni come questa possono essere verificate, prima che la bufala degli HF venisse smascherata il testo sopra citato aveva già innescato tra i fan di Wallace una delirante giostra di ipotesi, illazioni, conferme, e infine smentite. E poi il colpo di scena. Lo scherzo degli infernali HF è infatti arrivato all’orecchio di Martin Scorsese che, intrigato dalla faccenda, ha deciso di imbarcarsi realmente nella produzione di una serie televisiva tratta da Infinite Jest; la cosa buffa è che a quel punto nessun fan o giornale è stato più disposto a credere alla cosa, tanto che attualmente la produzione di Infinite Jest passa per una bufala: il “Washington Post” e “Variety”, le sole testate nazionali ad occuparsi della serie reale, hanno rimosso dai loro siti gli articoli, temendo anche loro di essere vittime di uno scherzo. La paura dei media di passare per creduloni, in altre parole, protegge la produzione della serie Infinite Jest da qualsiasi fuga di notizie, il che va benissimo per Scorsese, dato che si è ancora nella brumosa fase di pre-produzione e non è affatto certo che il progetto verrà realizzato. Il fatto è che l’idea è di realizzare una serie letteralmente d’autore, che coinvolga registi e attori del più alto livello: un’ardua sfida, anche per uno come Scorsese. Sembra comunque che si sia in fase avanzata di trattative con i fratelli Cohen, con Iñarritu e con Herzog (che dovrebbe girare un mockumentary sul cinema di James Incandenza, folle miscuglio tra scienziato e regista d’avanguardia); Clint Eastwood e Wim Wenders avrebbero invece già rifiutato l’offerta di Scorsese; per quanto riguarda il cast, l’unico nome pressoché certo è quello di Sigourney Weaver, ma sembra che la parte di Hal sia stata adocchiata da Alex Lawther. Sul loro profilo Twitter gli HF hanno negato qualsiasi loro coinvolgimento diretto o indiretto con tutto questo, bollando le indagini di zibaldoni.it come un fake (il che per gli HF è fin troppo facile, ovvero sospetto…). Da parte loro, i redattori di zibaldoni.it incrociano le dita nella speranza che quella che è già la serie più misteriosa di sempre venga realizzata, e promettono che la rivista continuerà ad indagare, in omaggio a Wallace e a chi, come dice Kiš in Grobnica za Borisa Davidoviča, dal piacere di narrare sa trarre “l’ingannevole impressione di creare il mondo, e di conseguenza, come si suol dire, di cambiarlo.”

(Foto tratta dal film “The end of the tour”)

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