Infiltrazioni mafiose, M5S si confonde e ora rischia la querela

M5S
Beppe Grillo arriva all'assemblea degli azionisti Eni, Roma, 13 maggio 2015.  ANSA/ETTORE FERRARI

A Civitanova Marche il gruppo M5S confonde due società omonime e lancia accuse di infiltrazione mafiosa del tutto infondate sul web

Un caso di omonimia, superficialità nel controllo delle visure camerali di un azienda e forse troppa impazienza. Sono questi gli ingredienti dell’epic fail del M5S di Civitanova Marche che è persino a rischio querela dopo aver confuso l’Altair srl, azienda che fa parte di un gruppo di imprese che hanno proposto un impianto crematorio a Civitanova con un’azienda con lo stesso nome.

La vicenda viene raccontata da Cronache Maceratesi che spiega l’errore: “I grillini rischiano una denuncia per diffamazione legata ai rapporti societari fra Altair srl, azienda che fa parte di un gruppo di imprese che hanno proposto l’impianto crematorio a Civitanova, e la Coral finservice legata al nome di un imprenditore, figlio di un industriale condannato in secondo grado per associazione mafiosa in Piemonte. “L’inghippo è tutto nel nome. La Altair che ha presentato il progetto al Comune infatti non è la stessa Altair finita sotto la lente dei grillini. Ma la questione nelle ultime 24 ore è stata al centro del dibattito cittadino provocando non pochi fraintendimenti e la reazione dei proprietari dell’azienda che nulla hanno a che fare con infiltrazioni o con legami poco leciti con società differenti dalla propria”.

Ma come è possibile che sia stato fatto un errore di questa portata? Semplice, a spiegare l’inghippo è sempre la testata locale. C’è stata confusione da parte del comitato “No crem”. Sia loro che i 5 stelle hanno richiesto delle visure camerali delle aziende. Anziché inserire nome e partita Iva delle società gli attivisti e il comitato hanno piazzato solo il nome confondendo così “la Altair della delibera, il cui presidente e amministratore è Paolo Zanghieri con sede a Villadossola, con una società omonima con sede a Leini e appartenente per una quota maggioritaria a Coral Finservice e ad una persona fisica”.

CatturaSenza pensarci due volte i grillini hanno lanciato l’accusa di infiltrazioni mafiose via blog.

La società in questione ha, quindi, fatto richiesta di rettifica. «E’ incredibile – ha affermato Zanghieri alla testata, allegando le visure camerali della sua società – non ci è mai capitata una cosa simile, chi vuol fare l’amministratore e ha un incarico pubblico non può cadere in errori così dozzinali. Ho 40 anni, ho fondato questa azienda in società con delle persone fisiche, è ridicolo che veniamo tirati dentro perché non si sanno fare delle semplici visure camerali».

 

 

 

 

 

 

CatturaAlla fine anche il M5S locale  si accorge della situazione e corre ai ripari con una rettifica: “In realtà la ditta Altair srl citata nella delibera del comune è priva di P.I. Da ciò è incorso l’errore che vede la Altair srl citata dal MoVimento 5 Stelle nell’articolo esistere ma a Leinì ed essere solo omonima della ditta Altair srl di Villadossola proponente del forno crematorio. Quindi ci scusiamo se la Altair srl di Zanghieri si è sentita erroneamente ed ingiustamente accostata alla famiglia Coral, ma stiamo parlando di due ditte solamente omonime. Anche per questo motivo abbiamo cancellato l’articolo in questione.”

 

 

Forse troppo tardi perché l’errore è diventato un boomerang politico. Il sindaco Tommaso Corvatta ha commentato sempre su Cronache maceratesi: “Prendiamo atto della assoluta incompetenza ancora una volta dimostrata dagli esponenti del Movimento 5 stelle di Civitanova Marche che non sono evidentemente in grado neanche di effettuare una visura camerale. Costoro vorrebbero guidare i processi complessi che sono dietro all’amministrazione di una città, ma con incredibile presunzione e disprezzo altrui gettano in pasto all’opinione pubblica nomi e ipotesi di collusioni con la criminalità del tutto infondati. Prima di lanciare accuse tanto gravi, uno sforzo di verifica ed approfondimento sarebbe a dir poco doveroso, ma ai maestri del web basta poco: qualche minuto di ricerca in internet e si salta alle conclusioni”.

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