Industry 4.0: dall’Ue un piano che vale 50 miliardi. E l’Italia può approfittarne

Innovazione
epa05266715 European Commissioner for Digital Single Market Andrus Ansip during press conference Digitising European Industry Package at the EU Commission headquarters in Brussels, Belgium, 19 April 2016. The European Commission presented a set of measures to support and link up national initiatives for the digitisation of industry and related services across all sectors and to boost investment through strategic partnerships and networks. The Commission also proposes concrete measures to speed up the development of common standards in priority areas, such as 5G communication networks or cybersecurity, and to modernise public services. As part of today's plans, the Commission will set up a European cloud that, as a first objective, will give Europe's 1.7 million researchers and 70 million science and technology professionals a virtual environment to store, manage, analyse and re-use a big amount of research data.  EPA/LAURENT DUBRULE

Investimenti, servizi ma anche norme comuni per favorire lo sviluppo di tutti gli Stati membri. Cosa prevedono le misure varate oggi a Bruxelles

Più innovazione tecnologica per far crescere la competitività del sistema produttivo europeo, in linea con le strategie già varate per la nascita del digital single market, ovvero di un mercato digitale senza frontiere tra i diversi Paesi dell’Ue. La Commissione europea ha presentato oggi un pacchetto di misure per sostenere e collegare le iniziative nazionali per la digitalizzazione dell’industria e dei servizi connessi, la cosiddetta Industry 4.0. Il volume di investimenti previsto è di 50 miliardi di euro.

La Commissione ha proposto, inoltre, misure concrete per accelerare lo sviluppo di norme tecniche comuni nei settori prioritari, quali le reti di comunicazione 5G o la cybersicurezza, e modernizzare i servizi pubblici. Al fine di mettere a frutto la grande mole di attività scientifica svolta in tutta Europa è prevista la creazione di un cloud europeo che fornirà a 70 milioni di ricercatori e professionisti un ambiente virtuale per l’archiviazione, la gestione, l’analisi e il riutilizzo di grandi volumi di dati.

Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione e commissario responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “La rivoluzione industriale dei nostri giorni è digitale. È necessario sviluppare a un livello adeguato tecnologie come il cloud computing, la scienza basata sui dati (data-driven) e l’internet delle cose affinché possano realizzare appieno il loro potenziale. Dato che le imprese mirano a espandersi nel mercato unico, anche i servizi pubblici online dovrebbero rispondere alle esigenze odierne ed essere quindi digitali, aperti e transfrontalieri fin dalla progettazione. L’Unione europea rappresenta il livello giusto per l’era digitale”.

Per l’Italia rappresenta un’opportunità per recuperare il ritardo accumulato rispetto a Paesi come la Germania, dove si parla di Industry 4.0 da almeno 5 anni. Un ritardo parzialmente colmato in quest’ultimo periodo in cui il tema è entrato nell’agenda politica italiana. Solo qualche mese fa, infatti, il nostro Paese si è dotato di una sua strategia con la presentazione del piano “Industry 4.0, la via italiana per la competitività del manifatturiero”.

L’iniziativa della Commissione europea definisce un quadro di riferimento comune, un modello di governance tra i vari soggetti pubblici e privati coinvolti, nonché standard tecnici per facilitare l’innovazione dentro l’Ue.

Governance
Per evitare quindi la frammentazione del mercato e sfruttare a pieno le potenzialità della digitalizzazione la Commissione europea ha deciso di: coordinare le iniziative nazionali e regionali; concentrare gli investimenti nei partenariati pubblico-privato dell’Ue; investire 500 milioni in una rete paneuropea di poli di innovazione digitale (centri di eccellenza nelle tecnologie) in cui le imprese potranno ricevere consigli e sperimentare le innovazioni digitali; definire progetti pilota su larga scala per potenziare l’internet delle cose, i processi produttivi avanzati e le tecnologie in ambiti quali città intelligenti, domotica, automobili connesse o sanità mobile; adottare una normativa che faciliti il libero flusso dei dati e chiarisca i diritti di proprietà di quelli generati da sensori e dispositivi intelligenti; presentare un’agenda europea per le competenze che contribuisca a formare i cittadini delle competenze necessarie per i posti di lavoro nell’era digitale.

Norme tecniche
Nella società digitale i vari dispositivi devono poter comunicare tra di loro. Senza standardizzazione l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione resterebbero confinate in ambienti asfittici e rischierebbero di soffocare. Per questo la Commissione ha proposto misure concrete per accelerare il processo di definizione delle norme tecniche, in particolare su 5 ambiti considerati prioritari: 5G, cloud computing, internet delle cose, tecnologie dei dati e cibersicurezza. A tal proposito sono previste misure di cofinanziamento di prove e sperimentazioni di tecnologie per accelerare l’elaborazione delle norme tecniche, anche attraverso partenariati pubblico-privato.

Servizi pubblici
L’accesso dei cittadini ai servizi pubblici online è ancora basso, con differenze da Paese a Paese e al loro interno da Regione a Regione. L’e-government, quindi, è l’altro pilastro del pacchetto e si articola in 20 misure che la Commissione propone di varare entro la fine del 2017. Tra queste: istituire uno sportello digitale unico che permetta agli utenti di ottenere tutte le informazioni, l’assistenza e i servizi di risoluzione dei problemi necessari a operare in modo efficiente a livello transfrontaliero; aiutare gli Stati membri a sviluppare servizi di sanità elettronica transfrontalieri come le prescrizioni e le cartelle cliniche elettroniche; accelerare la transizione verso gli appalti elettronici, le firme elettroniche e l’attuazione del principio “una tantum” negli appalti pubblici.

I provvedimenti presentati rappresentano un importante tassello del mosaico più grande della digital trasformation che l’Unione sta tentando di comporre, per rilanciare l’economia europea nel contesto di un mercato globale sempre più innovativo. È questa la strada da percorrere per fare un salto di qualità che consenta a tutti i Paesi di recuperare competitività, creare ricchezza e posti di lavoro in un settore trainante come quello del digitale.

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