Indagini sui rifiuti a Roma: radiografia del caso Muraro

Roma
ANSA/ANGELO CARCONI

I 12 anni di consulenze in Ama sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti

Ad aggiungersi ai problemi della giunta Raggi ora c’è anche l’assessora Paola Muraro, iscritta nel registro degli indagati sulla vicenda rifiuti a Roma. Le indagini della Procura – avviate dal pm Alberto Galanti con il coordinamento dei procuratori aggiunti Michele Prestipino e Paolo Ielo – riguardano i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito dei rifiuti, truffa e frode nelle pubbliche forniture.

L’accusa contro l’assessora all’Ambiente è di abuso di ufficio e violazioni di norme sull’ambiente durante il suo incarico di consulente dell’Ama durato 12 anni. Secondo quanto emerge in queste ore, il nome della Muraro era nel registro degli indagati già mesi fa e quindi prima della nomina nella giunta M5S a Roma.

“Non ne so nulla, sono altri che devono temere”, ha commentato Muraro. Ma le indagini riguarderebbero, tra le altre questioni, proprio le consulenze di Paola Muraro. Gli inquirenti stanno indagando, in particolare, sul trattamento economico in Ama.

Si indaga, inoltre, sugli impianti Tmb della Capitale – situati a Rocca Cencia a via Salaria – perché secondo i pm gli stabilimenti per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti siano stati usati al di sotto delle loro capacità, ma i dati sul materiale smaltito sarebbero stati falsificati.

L’altra indagine verte sul tritovagliatore di Rocca Cencia di Manlio Cerroni: quello stesso impianto che l’assessora voleva usare per lo smaltimento dei rifiuti a Roma.

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