Indagato per estorsione il direttore di “Telejato” Pino Maniaci

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Pino Maniaci non potrà risiedere nelle province di Palermo e Trapani

Nel 2014 denunciò che ignoti avevano ucciso e impiccato i suoi cani, ultima di una serie di intimidazioni subite, ma ora Giuseppe Maniaci, direttore della emittente tv di Partinico Telejato diventato famoso per le sue campagne contro i clan è indagato per estorsione nell’inchiesta dei carabinieri che ha portato all’arresto di dieci mafiosi della provincia di Palermo.

Il direttore della storica emittente di Partinico, simbolo dell’antimafia per le sue lunghe battaglie in difesa della legalità, avrebbe ricevuto somme di denaro e agevolazioni dai sindaci di Partinico e Borgetto, al fine di evitare commenti critici sull’operato delle amministrazioni. L’indagine su Maniaci rientra nell’ambito di una più vasta operazione antimafia che ha portato all’esecuzione di 10 misure cautelari nei confronti di persone legate alla famiglia mafiosa di Borgetto.

Accuse pesanti per il giornalista a cui è stato notificato il divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo Fernando Sestito su richiesta dei sostituti procuratori Francesco Del Bene, Amelia Luise, Annamaria Picozzi, Roberto Tartaglia e dal Procuratore aggiunto Vittorio Teresi, che coordinano l’inchiesta.

“Io non so se l’indagine a mio carico esiste davvero, ma due sono i casi – ha  affermato in una nota il direttore di Telejato, a proposito della presunta indagine a suo carico per estorsione – Se esiste, allora si fonda su delle calunnie e per questo querelerò i calunniatori. In più ci sarebbe anche il reato di rivelazione del segreto d’ufficio, i responsabili del quale non potrebbero che essere alla procura di Palermo o tra gli investigatori, nei confronti dei quali ovviamente procederò”. Io comunque non ho niente da nascondere e sono pronto a chiarire tutto. Se l’indagine invece non esiste, allora la notizia è una bufala e sono pronto a denunciare chi ha messo in giro notizie false. In tutti e due casi chiedo alla procura di Palermo di uscire dal suo silenzio e di rendere noto come stanno le cose”.

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