Dimettersi o non dimettersi? I tormenti del M5S dopo il caso Nogarin

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Il sindaco di Livorno nei guai per fatti relativi alla gestione rifiuti. Interviene anche Casaleggio jr: “Così rischiamo di perdere le elezioni”

Oltre al danno, la beffa. Nel giorno in cui poche decine di persone rispondono alla convocazione del Movimento 5 Stelle per una manifestazione a Lodi (dove è stato arrestato il sindaco Simone Uggetti, del Pd), un altro sindaco, questa volta proprio un grillino, viene indagato. E’ il primo cittadino di Livorno Filippo Nogarin, la cui giunta è già finita più volte al centro delle cronache nazionali per problemi di cattiva amministrazione (e per altre indagini a carico di assessori grillini).

La conferma dell’iscrizione nel registro degli indagati della procura livornese arriva allo stesso Nogarin, che scrive sulla sua pagina Facebook: “Come già avevo previsto in questi giorni, stamattina ho ricevuto un avviso di garanzia legato alla richiesta di concordato per l’Aamps di Livorno del tutto identico a quello dell’assessore Lemmetti”. Il sindaco pentastellato di Livorno si dice “fermamente certo” di aver sempre agito “per il bene dell’azienda e dei livornesi”. E sottolinea che “se già durante le indagini preliminari dovesse emergere una condotta contraria ai principi del MoVimento 5 Stelle sono pronto a dimettermi“.

Comunque vada a finire, quanto sta succedendo a Livorno rappresenta una dura botta nei confronti della linea d’attacco del M5S, che ha fatto dell’idealizzazione e della strumentalizzazione del mito dell’onestà l’unico vero cavallo di battaglia politico. Dal Partito Democratico, vittima prediletta della furia giustizialista grillina, non tardano ad arrivare numerose reazioni.

“L’avviso di garanzia recapitato stamani al sindaco di Livorno Nogarin – afferma Andrea Romano – arriva nel giorno in cui tutto il suo partito, con il leader Grillo e il viceleader Di Maio, sono a Lodi per manifestare contro il sindaco Pd, strumentalizzando come al loro solito le inchieste in corso. Il Partito Democratico, a differenza dei Cinque Stelle, non fa sciacallaggio: crede nello Stato di Diritto e nella responsabilità personale e lavora in Parlamento e nelle migliaia di amministrazioni che guida per rafforzare l’onestà vera con buone leggi. La vicenda Nogarin è l’ennesima prova della doppia morale dei Cinque Stelle: danno lezioni a tutti ma non riescono a guardare in casa propria. Nogarin ne parli con Grillo, Di Maio e tutti coloro che nel suo partito usano a sproposito i valori dell’onestà”.

Numerose le reazioni anche sui social network:

“Dopo Lodi, Di Maio passi a Livorno. C’è una comunicazione per il M5S. Il post di Grillo di oggi è un grande autogol. Noi garantisti sempre. Il M5S no. Aspettiamo di conoscere il prossimo post e di vedere dove si svolgerà la prossima manifestazione grillina”. Così il sensore del Pd, membro della commissione antimafia, Franco Mirabelli, dopo l’avviso di garanzia al sindaco di Livorno Nogarin.

Chi si riscopre comprensivo, a fronte dei ripetuti attacchi dei giorni scorsi verso tutti gli esponenti che non fanno parte del suo partito, è Beppe Grillo: “Ti sosteniamo, siamo con te. Tieni duro, non ti lasciamo solo”. Sarebbe questo il contenuto di una telefonata che il leader del MoVimento 5 Stelle ha fatto in mattinata al sindaco di Livorno. Subito dopo aver ricevuto il sostegno di Grillo e, quindi, dei vertici del M5S,Nogarin ha preferito spegnere il suo cellulare.

Secondo quanto scrive Tommaso Ciriaco su la Repubblica, chi sarebbe più preoccupato è Davide Casalleggio: “Se Nogarin si dimette, perdiamo voti – avrebbe ammesso pragmaticamente Casaleggio jr ai suoi – ma se non si dimette rischiamo di perdere le elezioni…”.

 

Bella gatta da pelare per il candidato in pectore Luigi Di Maio, alla sua prima prova da leader…

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