Incubo atomico, il pianeta minacciato da 16mila testate

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Il cosiddetto "fungo" causato dall'esplosione della prima bomba all'idrogeno durante l'operazione Ivy Mike, il primo test  fatto negli Usa l'1 novembre 1952 ANSA/ WIKIPEDIA - FOTO DI PUBBLICO DOMINIO - EDITORIAL USE ONLY NO SALES NO ARCHIVIE

Sono nove i Paesi del «club della bomba», primi gli Usa. Pakistan, India, Israele e Nord Corea, non hanno firmato il Trattato di non proliferazione

Ventisei Settembre 2015: il mondo celebra la seconda Giornata Internazionale per la Totale Eliminazione delle Armi Nucleari. Sei Gennaio 2016: il mondo è col fiato sospeso per la nuova provocazione «atomica» della Corea del Nord. Tra questi due estremi, c’è una comunità internazionale che si ammanta di belle parole, proclama buone intenzione, ma intanto deve fare i conti con 16.000 armi nucleari ancora negli arsenali di nove Stati.

L’istituto svedese di ricerca per la pace Sipri ha diffuso l’annuario del 2015 sullo stato dell’arsenale atomico nel mondo. All’inizio dell’anno, ha stimato Sipri, c’erano circa 15850 armi nucleari, suddivise tra nove Stati. Le cinque potenze membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia, più India, Pakistan, Israele e Corea del Nord. 4300 armi nucleari sono installate in luoghi militari dove sono pronte all’utilizzo, oppure sono già montate sui missili. In testa alla classifica ci sono gli Stati Uniti,che hanno condotto più test nucleari di chiunque altro, dispongono di 7.650 testate, di cui 2.150 attive e così distribuite: 500 testate terrestri, 1.150 assegnate ai sottomarini nucleari e 300 pronte per essere montate sugli aerei. Inoltre, nell’alveo del programma di condivisione nucleare della Nato, la Cia riferisce di altre 200 bombe termonucleari (B61 a gravità) schierate in cinque Paesi Nato: Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia. Quanto alla Russia, ancora oggi dispone di 8.420 testate nucleari, di cui 1.720 attive. La Francia, dopo Usa e Russia, è la terza potenza nucleare al mondo, anche se dispone di «sole» 300 testate, 250 delle quali assegnate a sottomarini nucleari e le restanti 50 pensate per attacchi aerei. Nel 1996, sotto la presidenza Chirac, ha smantellato tutte le testate terrestri. La Cina è il quinto Stato considerando il numero di armamenti nucleari in suo possesso. La Federazione degli Scienziati Americani parla di un totale di 250 testate nucleari, mentre non è stato possibile raccogliere alcun dato su quante di queste sono effettivamente attive. Per questo motivo alcuni esperti contestano questo risultato ottenuto dagli scienziati americani, sottolineando che il numero di testate nucleari cinesi si aggirerebbe intorno a quota 400. Il primo test nucleare venne realizzato dalla Cina nel 1964, da allora la proliferazione nucleare è andata avanti quasi ininterrottamente fino alla sottoscrizione del Trattato sul nucleare nel 1992. Pakistan e India ispongono entrambe di circa 100 testate (90/110). Islamabad decise di avviare un proprio programma nucleare nel 1972, in seguito alla guerra con l’India, sperimentando test sotterranei (nel distretto di Chagai, vicino al confine con l’Iran) e oggi dispone di missili nucleari terrestri e aerei. L’India, di converso, ha prodotto armi nucleari proprie dopo i test nucleari della Cina a metà degli anni Sessanta, testando i propri ordigni dal 1974 al 1998. Dispone di missili nucleari aerei e terrestri e da anni cerca di allargare il programma nucleare alle forze marine.

La Corea del Nord è l’ultimo Stato ad avere ufficialmente dichiarato di possedere armamenti nucleari e a non esser parte del Trattato contro la proliferazione del nucleare. A differenza di India e Pakistan la Corea del Nord aveva sottoscritto il Tpn ma nel 2003 decise di uscirne in quanto gli Stati Uniti stavano minacciando la Corea di sanzioni, poi effettivamente implementate, in quanto sospettata di sviluppare armamenti nucleari. Quanto a Israele, Gerusalemme ufficialmente non ha dichiarato di possedere armi nucleari. Ciò nonostante gli esperti ritengono che la creazioni di armi nucleari da parte di Israele può essere fatto risalire al 1967, anno in cui venne condotta la ben nota Guerra dei sei giorni. Nessun dato certo è stato fornito, inoltre, rispetto al primo test nucleare. Alcuni ritengono che un test sia stato effettuato da Israele nel 1979 all’interno del territorio del Sud Africa, tuttavia nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dal Governo israeliano. Per quanto riguarda il numero di armamenti anche in questo caso le stime variano enormemente, alcune fonti parlano di 40 testate nucleari altre di 400.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata Internazionale per la Totale Eliminazione delle Armi Nucleari con l’obiettivo di rafforzare «la consapevolezza pubblica ed informare sulla minaccia per l’umanità rappresentata dalle armi nucleari e la necessità che vengano totalmente eliminate; e inoltre mobilitare e sostenere gli sforzi internazionali verso la realizzazione dell’obiettivo comune di un mondo libero da armi nucleari». La risoluzione che la istituisce auspica inoltre che prendano avvio immediatamente negoziati multilaterali per una convenzione sulle armi nucleari (un trattato globale che proibisca ed elimini le armi nucleari). Ma tra appelli, invocazioni, giornate per la pace, e la realtà esiste ancora un abisso: nel mondo esistono ancora, ufficialmente, 16.000 armi nucleari. Sentirsi al sicuro, più che una speranza sembra un’illusione.

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