Incostituzionale a chi? Ainis bacchetta Bersani sull’Imu

Pd
L'on. Pier Luigi Bersani (d) parla con l'on. Matteo Colaninno in aula alla Camera durante il dibattito sulla nuova legge elettorale, Roma, 4 maggio 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Sul Corriere: “Renzi vuole abolire una tassa, non l’Irpef”.

Non sempre tenero, anzi quasi mai, con il governo Renzi, questa volta il costituzionalista Michele Ainis polemizza con Pier Luigi Bersani a proposito dell’asserita – da Bersani – incostituzionalità dell’abolizione dell’Imu sulla prima casa.

L’ex segretario del Pd infatti ha definito incostituzionale la misura contenuta nella legge di stabilità: «Qui chi ha di più paga di meno. Si sfida l’intelligenza degli italiani. Dire che, a parità di welfare, abbassare le tasse è buono e giusto, è come dire viva la mamma. Nessuno può obiettare. Ma abbassarle prima di tutti a chi, e come, e per che cosa?»

Sul Corriere della Sera, Ainis spiega che “il criterio della progressività va inteso – come disse Meuccio Ruini in Assemblea Costituente -non in relazione a tutti i singoli tributi bensì all’onere tributario complessivo gravante sul cittadino'”. Renzi – scrive ancora – “vuole togliere una tassa, non l’Irpef. Anche l’anno prossimo continueremo a denunciare i nostri redditi, pagando in proporzione alla ricchezza (o alla miseria) individuale”.

Dunque “a rigor di logica si si potrà rendere progressiva una tassa, non la sua cancellazione. Mica possiamo cancellarla due volte per i poveri, una volta per i ricchi. ma forse in Italia abbiamo deciso che anche la logica è incostituzionale”.

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