Lodi, Renzi: “No a condanne preventive ma non gridiamo al complotto”

Politica e Giustizia
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in Regione per la firma dell'accordo sul 'Passante di mezzo' di Bologna (l'allargamento dell'attuale tracciato autostradale che scorre lungo la tangenziale della città), 15 aprile 2016. 
ANSA/GIORGIO BENVENUTI

La questione morale non riguarda solo il Pd ma tutta la politica italiana, ha detto Matteo Renzi a Rtl

“Fa male. Perché uno fa di tutto per cercare di far vedere le cose positive dell’Italia e quando arrivano vicende come queste è sempre un problema”. Matteo Renzi a Rtl 102.5 inizia a parlare del tema che sta scaldando il clima politico e giudiziario: l’inchiesta che vede protagonista il sindaco di Lodi. Il premier sgombera subito ogni tesi complottista: “C’è bisogno di grande chiarezza, grande tranquillità e rispetto nei confronti dei magistrati. Qualcuno dice che è ‘un complotto’. Ma complotto de che? Ci sono le indagini in corso, se saranno colpevoli è giusto che paghino, ma non ci deve essere nessun tipo di strumentalizzazione politica su questo”.

Il presidente del Consiglio per chiarire ulteriormente la posizione del governo ha aggiunto:”Se i magistrati hanno ravvisato la necessità di arrestare il sindaco di Lodi hanno fatto bene. Aspettiamo le sentenze, i magistrati devono sentire tutto il rispetto del popolo italiano, devono andare veloci. Se uno ha sbagliato non si guarda in faccia a nessuno. Ai magistrati dico buon lavoro – conclude – ma andate a sentenza”. Concetto ribadito anche in un tweet.

Una questione morale nel Pd? “La questione morale c’è dappertutto. C’è nella politica italiana”, dice ancora Renzi. “Chi oggi dice che non c’è, non sarebbe credibile. E’ evidente che quando hai 50mila amministratori, è possibile che ci siano varie ipotesi di questioni morali. E’ evidente”, dice il premier. Ma ai Cinquestelle e alla Lega Nord il premier manda un messaggio: “Finiamola di dire che è una lotta tra ladri e onesti. Non è così. Prima di guardare la pagliuzza nell’occhio altrui, guardassero la trave nel proprio. Non possiamo giocare a rinfacciarci le cose. Le persone per bene devono lottare tutte insieme contro i ladri. E noi abbiamo inasprito le pene”. Renzi ribatte ancora ai grillini per i quali se la riforma Boschi fosse in vigore il sindaco di Lodi avrebbe potuto essere senatore: “M5s e Lega usano due pesi e due misure. Parlare di riforma costituzionale in questa vicenda non c’entra niente, è un tentativo di strumentalizzare una vicenda giudiziaria. E’ molto facile – dice il premier replicando agli attacchi di Salvini – fare battaglia su questo contro altri. Ieri Mantovani è tornato in aula tra la bagarre dopo essere stato indagato per vicende legate a questioni di tangenti e corruzione”.

Renzi risponde anche in merito all’appuntamento del referendum: “E’ evidente che se le riforme non vanno bene prenderanno un altro. Ed è evidente che se si perde il referendum io vado a casa, non posso essere come i vecchi politici di una volta che si mettono la colla alla poltrona. Abbiamo fatto una proposta al Paese e l’Italia deciderà. E’ una proposta non di Renzi, ma che si discute da 30 anni”, conclude il premier, “in passato il sistema era instabile, non funzionava”, ricorda il presidente del Consiglio.

Sulle amministrative invece chiarisce: “Chi vince le amministrative dipende dalle città. Che c’entra il governo su qual è il candidato sindaco più forte? Come Pd siamo impegnati perché faccia bella figura in tutte le città, ma non riguarda il governo, invece il referendum riguarda il governo. Le riforme – ha aggiunto – sono l’elemento chiave della vita del governo, non le amministrative”.

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