Incarichi, appalti e raccomandazioni: chi è Mantovani, ras forzista dell’Altomilanese

Lombardia
Il vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani, nel sito di Expo 2015, all'inaugurazione di 'Pianeta Lombardia', Milano, 3 maggio 2015.
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La storia del potente politico, fedelissimo berlusconiano, finito in manette con accuse gravissime: dal business delle case di riposo alle promesse di lavoro in cambio di voti

Collezionista di incarichi, capopopolo nella lotta berlusconiana alla magistratura, ras della sanità lombarda: basterebbero queste poche parole per spiegare chi sia Mario Mantovani, console forzista dell’Altomilanese, finito in manette con le pesantissime accuse di abuso d’ufficio, turbativa d’asta, corruzione e concussione nel periodo in cui era assessore alla Sanità in Regione Lombardia.

Mantovani nasce nel 1950 ad Arconate, piccolo centro della provincia di Milano che rappresenterà ben presto il luogo di sperimentazione del modello su cui imposterà la sua carriera politica: potere economico, influenza politica, entrature nella macchina amministrative, promesse e raccomandazioni.

La sua carriera di imprenditore inizia quando fonda la onlus Sodalitas e parte alla conquista della riviera romagnola, dando vita ad una lunga serie di residenze e colonie estive tra Bellaria e Igea Marina. Nel 1996 apre la Fondazione Mantovani, specializzata nella costruzione e gestione di residenze sanitarie assistenziali per anziani. La sua fortuna a livello economico cresce parallelamente alla sua “passione” politica. Berlusconiano della primissima ora, è eletto deputato al Parlamento europeo nel 1999 e nel 2004 nelle liste di Forza Italia. Contemporaneamente, nel 2001, viene eletto sindaco di Arconate. Nel 2006 e nel 2009 (dopo aver fatto dimettere i consiglieri per poter essere eletto per la terza volta) arriva la doppia riconferma con la percentuali plebiscitarie. Gode di un consenso tale da potersi permettere qualsiasi cosa, tra cui il conferimento della cittadinanza onoraria alla mamma di Berlusconi o l’allestimento di cartelli di benvenuto in paese recanti la scritta “comune dedipietrizzato”.

Nel frattempo Mantovani arriva a detenere la società Immobiliare Vigevanese, oltre alla Fondazione Mantovani. Con la prima costruisce residenze socio-assistenziali e con la seconda gestisce quattro Rsa in provincia di Milano che sommate a quelle guidate da Sodalitas, fanno undici strutture e 830 posti letto, tutti accreditati nelle graduatorie di regione Lombardia. Gestisce inoltre 13 centri diurni per disabili gestiti per conto dell’Asl di Milano 1.

Entra definitivamente nelle grazie di Berlusconi: responsabile del progetto nazionale Albo Difensori della Libertà, che consisteva nel reclutare 120mila rappresentanti di lista del Pdl per le elezioni politiche del 2008, diventa senatore della repubblica e sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti. Dal 29 gennaio 2011 diventa nuovo coordinatore regionale del Pdl succedendo al dimissionario Guido Podestà, nel 2013 viene rieletto senatore e, in seguito alle elezioni regionali in Lombardia viene eletto prima consigliere regionale e poi nominato da Roberto Maroni vicepresidente della Regione e assessore alla Sanità. Il rapporto con Maroni non è semplice e l’1 settembre 2015, con il varo della nuova riforma sanitaria e della creazione del superassessorato, lascia la delega alla Saluta per assumere quelle di Assessore regionale ai Rapporti con l’Unione Europea, alla Programmazione comunitaria e alle Relazioni Internazionali.

Mantovani è considerato uno degli esponenti politici più vicini a Berlusconi, tra i più fedeli anche nei momenti di difficoltà. Nell’ottobre 2010 è stato criticato per un assegno rilasciato dal ministero al Comune di Bologna per l’edilizia scolastica: sull’assegno compariva la faccia sorridente di Berlusconi. A gennaio 2009 aveva consegnato un altro assegno con la faccia di Berlusconi al sindaco di Milano Letizia Moratti per lo sblocco di 24 milioni di euro di fondi governativi per il tunnel di Via Gattamelata; un’opera che non verrà mai terminata e che verrà dichiarata inutile nel 2013 dall’assessore alla viabilità Pierfrancesco Maran.

Quando Berlusconi era imputato, coordinava i team dei figuranti davanti al Palazzo di Giustizia a Milano e, nel corso di una sua visita ufficiale in Israele, è arrivato a paragonare la persecuzione giudiziaria nei confronti del suo leader all’olocausto subito dagli ebrei durante il periodo del nazismo. Il lato più oscuro di Mantovani ha da sempre riguardato i suoi interessi privati nel campo della sanità, essendo il proprietario di decine di residenze di cura e per anziani, tutte convenzionate con Regione Lombardia.

Il manifesto politico di Mantovani può essere considerato un breve video girato durante un’iniziativa di campagna elettorale ad Arconate, in sostegno della candidatura della nipote Samanta Rellamonti, in cui, di fatto, offriva posti di lavoro in cambio di voti. Cosa che il potente politico forzista faceva abitualmente, come dimostra la storia di Fabio Gamba, 21enne arconatese, assunto con un contratto di consulenza da 16mila euro per occuparsi di “analisi dei costi delle spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, oltre che presidio ai tavoli tecnici”. Peccato che non avesse né una laurea né alcuna competenza in materia.

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