In undici mosse la rivoluzione contro fannulloni e burocrazia

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Via libera alla riforma della pubblica amministrazione. Rischia il licenziamento anche il dirigente che non caccia i furbi del cartellino

Se la Riforma della Pubblica amministrazione sarà attuata fino in fondo – e il governo assicura che si andrà fino in fondo con verifiche puntuali- sarà la prima vera rivoluzione destinata a cambiare il volto di quello che oggi per i cittadini è il grande mostro burocratico impossibile da sconfiggere. Con il via libera del Consiglio dei ministri a undici decreti attuativi della Riforma Madia si è a metà dell’opera ma sin da ora sono molte le novità in arrivo: dal giro di vite sui furbetti del cartellino che dovranno essere sospesi entro 48 ore e licenziati entro 30 giorni, con l’eventuale risarcimento dei danni per l’immagine della Pa; alla responsabilità di chi sapeva e non ha agito (anche i dirigenti rischiano il posto ); al domicilio digitale che permetterà di dialogare con la Pa, al pin unico che dovrà entrare in vigore entro il 31 ottobre 2017 e potrà essere utilizzato, per esempio, per pagare multe e tasse; al taglio dei tempi burocratici per gli investimenti, al 112 europeo per le emergenze. «Questa legislatura è una legislatura nella quale cerchiamo di rendere possibile tutto ciò che sembrava impossibile», commenta soddisfatto il premier Matteo Renzi durante la conferenza stampa con le ministre Marianna Madia e Stefania Giannini. «Non so in quanti due anni fa avrebbero scommesso su quello che sta accadendo», ecco perché, dice «si può dire che stiamo facendo un sacco di errori ma quello che sta accadendo oggi è un Paese che è ripartito, un Paese molto solido, un’ottima opportunità per gli investimenti». Razionalizzazione delle aree portuali che da 24 scendono a 15 e dei corpi di polizia che da cinque scendono a quattro con l’accorpamento della guardia forestale ai carabinieri, scure sulle partecipate, costi standard sui servizi pubblici locali, sono alcune tra le misure che ora dovranno passare al vaglio del Parlamento, previsto entro aprile

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