In prima linea in aree di crisi 25 le missioni nel mondo

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Iraq, Afghanistan, Libano, Balcani, le più importanti. Migliaia di militari italiani impegnati come istruttori, peacekeeeper e nel contrasto a Daesh

Si dice, ogni Paese deve dare prova concreta di fare la sua parte nel contrastare i seminatori di morte e di terrore di Daesh o al Qaeda. Impegnarsi nella ricostruzione civile in teatri di crisi come Afghanistan, Etiopia, Repubblica Centrafricana, Iraq, Libia, Mali, Niger, Myanmar, Pakistan, Palestina, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Yemen, è un modo concreto, incisivo, per fare argine alla penetrazione jihadista in una sempre più vasta area del pianeta. Ed è l’impegno che l’Italia si è assunta, anche attraverso il recente rifinanziamento delle missioni all’estero. Missioni in zone caldissime, esplosive. L’Italia è oggi impegnata in 25 missioni militari: 9 in Europa ( Balcani, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo, Cipro e le zone del Mediterraneo), 10 in Asia (Afghanistan, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Libano); 6 in Africa (Mali, Corno d’Africa, Oceano indiano, Somalia).

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