Oggi in piazza per le Unioni civili. Renzi: “Legge irrinviabile”

Diritti
A woman cycles past a marriage equality mural in the Liberties area of Dublin, as Ireland should become the international advocate for gay rights, a key figure in spearheading the country's vote for same-sex marriage has said. PRESS ASSOCIATION Photo. Picture date: Sunday May 24, 2015. On the back of the resounding yes for gay marriage - 1.2 million Irish voters backed it - attention is now turning to when the first ceremonies will take place. See PA story IRISH GayMarriage. Photo credit should read: Brian Lawless/PA Wire

Le manifestazioni si terranno in più di novante città italiane (ed alcune anche all’estero) per sostenere l’approvazione del ddl Cirinnà, la cui discussione inizierà il 28 gennaio in Senato

Mentre il ddl Cirinnà sulle unioni civili prosegue il lento cammino, in tantissime piazze italiane, tra cui quelle delle grandi città come Milano e Roma, ci saranno le manifestazioni di coloro che si sono schierati a favore del disegno di legge. Sette giorni dopo, il 30 gennaio, scenderà in piazza invece il fronte del “no” in quello che è stato ribattezzato Family Day.

Oggi saranno ben 100 le piazze dove ci sarà la mobilitazione #svegliatialia, alcune delle quali anche al di fuori dei confini nazionali.

Le manifestazioni sono state organizzate da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e da Mit (Movimento identità transessuale) con l’appoggio di altre importanti associazioni come Cgil, Uil, Amnesty, Arci e Legambiente.

Intano il testo del ddl  giovedì 28, inizierà il suo vaglio da parte dell’aula del Senato dopo l’ulteriore fase istruttoria in cui si è cercata, in realtà senza riuscire nel difficile intento, una sintesi condivisa, oggi è il giorno delle piazze arcobaleno.

Matteo Renzi che se da un lato sottolinea di avere “rispetto” per il Family Day, dall’altro assicura: per il Pd questa legge “è irrinviabile” anche se pesano gli oltre 6mila emendamenti al ddl Cirinnà che sono stati presentati. A questi si aggiungono 14 ordini del giorno, ma l’attenzione è concentrata soprattutto su quelli sottoscritti dal Pd, che ammontano a quota 60.

“Non confondere il matrimonio con altri tipi di riunione”. Anche le parole di Papa Francesco che interviene, sia pur in maniera indiretta, sul tema delle unioni civili, rimbalzano impetuose nel grande scontro della politica. Lo fa nel corso di un discorso alla Rota romana e le sue parole  su un ddl su cui si gioca anche una partita molto politica.

Sulla carta, Pd, M5S e Sel (questi due ultimi partiti hanno detto sì al testo se non cambia), dovrebbero garantire l’approvazione della legge: ma quanti saranno i dissidenti del Pd?

La linea del partito, quella alla ricerca della mediazione interna, è comunque tracciata dagli emendamenti firmati dal senatore Giuseppe Lumia, che anche nella sua veste di capogruppo in commissione Giustizia, si assume il compito di mettere in chiaro posizioni importanti. A cominciare dal rispetto delle indicazioni della Corte costituzionale, e quindi con la puntuale distinzione tra l’istituto delle unioni civili da quello del matrimonio, togliendo di mezzo ogni riferimento di legge nel ddl a norme del codice in tema di matrimonio.

Resta il riconoscimento dei diritti, anche patrimoniali (pensione di reversibilità in testa), connessi alla convivenza “stabile e di fatto” tra due persone, legate da “comunione spirituale e materiale”. Scompare in quest’ultima versione anche l’accenno al “legame affettivo” tra di loro. Sempre a firma Lumia anche gli emendamenti in tema di stepchild adoption. L’adozione per il superstite di una coppia omosessuale del figlio dell’altro non viene cancellata, ma opportunamente collegata alle disposizioni – e di conseguenza a tutte le verifiche e valutazioni – prevista dalla legislazione in tema di adozioni tout court. Nessuna corsia preferenziale, automatica o accelerata.

Per questo e per altri aspetti ci sono poi una serie di ordini del giorno (5 quelli presentati dal Pd) che impegnano il governo a tutelare i diritti senza confusioni di istituti. Ma ad animare il dibattito restano, tra le proposte di modifica presentate dai senatori Pd, anche il pacchetto di 9 emendamenti dei parlamentari dell’ala cattolica più integralista, con norme sull’affido rafforzato al posto dell’adozione, e soprattutto con le norme che vietano l’utero in affitto anche se praticato all’estero (anche se non è previsto un inasprimento delle pene).

Saranno il dibattito dell’aula e i voti dell’assemblea a decidere su questi, è la decisione interna nel Pd, che però ha ancora una manciata di giorni a disposizione per cercare qualche sintesi in vista dell’assemblea del gruppo al Senato di martedì 26.

 

 

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