In pensione anche a 63 anni, tutte le novità in arrivo

Pensioni
Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in occasione della conferenza episcopale dell'Emilia Romagna, Bologna, 21 Settembre 2015. ANSA/ GIORGIO BENVENUTI

Ape, lavori usuranti e quattordicesima: positivo l’incontro fra sindacati e governo

Novità in arrivo sul fronte delle pensioni. Governo e sindacati hanno finalmente trovato una mediazione che soddisfa tutti: potranno richiedere l’Ape, l’anticipo pensionistico, tutti coloro che nel 2017 avranno compiuto 63 anni, quindi con un anticipo di 3 anni e 7 mesi.

Come riferiscono i sindacalisti a margine dell’incontro al Ministero del Lavoro,  si tratterebbe di una “sperimentazione per 2 anni per vedere quanto viene utilizzato e come funzionerà lo strumento”. “È la mediazione arrivata oggi- spiega il segretario della Cisl Maurizio Petruccioli- ma era in viaggio da tempo. Noi avevamo chiesto un anticipo di 4 anni”. Quanto alle risorse “il governo non ha ancora stabilito quali saranno”, ma è stato ribadito che “l’Ape sarà a costo zero per le categorie svantaggiate con una soglia di 1.200 euro di pensione netta”.

Oltre all’Ape il governo lavora anche all’allargamento della platea dei lavori usuranti: si punta ad includere in questa categoria anche infermieri e maestri d’infanzia. Resta poi aperta la questione della quattordicesima: anche se su questo fronte “c’è una sensazione positiva”, ha riferito il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.

Non tutto è stato ancora definito ma l’auspicio del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, è quello di fare in fretta e bene: “Sono fiducioso e mi auguro che all’inizio della prossima settimana, quando ci sarà un ulteriore incontro con le segreterie confederali, saremo abbastanza vicini a una definizione precisa di questa materia”. Poletti aggiunge che “poiché parliamo di molte cose, delle pensioni, della quattordicesima, dell’Ape, della ricongiunzione onerosa, può essere che qualcuno sia pienamente soddisfatto delle soluzioni che adottiamo per una parte, e possa non esserlo per qualcun altra”, in ogni caso “porteremo il tutto nella legge di bilancio e lo faremo in maniera condivisa, o comunque a seguito di confronto approfondito”.

L’appuntamento è quindi rinviato al 21 settembre prossimo, quando sindacati e governo si rivedranno, si spera, per l’incontro conclusivo.

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