In Germania torna la vecchia moneta (ma solo nei supermercati)

Mondo
1_mark_brd_1967_retouched

Una catena di supermercati, solo per gennaio, accetterà il vecchio conio tedesco per i pagamenti

Sono passati 14 anni dalla sua introduzione, è uscita incolume da una disastrosa crisi, ha superato i populismi e tutti i pregiudizi di chi l’ha sempre considerata dannosa. La nostra moneta unica è sempre lì, resiste, nel tentativo (a volte faticoso) di rendere sempre più concreta l’Unione europea, quel progetto di pacificazione tra le nazioni del Vecchio continente.

Resiste, è vero, ma il suo tasso di impopolarità tra le opinioni pubbliche cresce, i nostalgici della propria sovranità monetaria non tendono a diminuire e ancora troppe sono le insidie che continuano a nascondersi dietro ogni angolo d’Europa. Chissà, allora, come reagirà il fronte ‘no euro’ guardando alla mossa di una catena di supermercati tedesca, la Kaufland, che per questo mese ha deciso di accettare le vecchie monete come mezzo di pagamento. “Il buon vecchio Marco vale ancora” si legge sul sito on-line della catena tedesca che lancia la D-Mark-Aktion. “Con noi questo è possibile” scrive ancora, spiegando che dal 4 al 30 gennaio si potrà fare shopping pagando con la vecchia valuta. “Naturalmente – sottolineano – anche euro, assegni e carte di credito saranno i benvenuti”.

E così, con un cambio invariato rispetto al 2002 (1,95 per euro) si potrà acquistare ad esempio una cassa di birra Beck’s a 19.56 marchi o uno champagne Faber a 4.34 marchi. Addirittura, alcuni prodotti della catena saranno confezionati usando lo stile anni ’60 della Germania Ovest, un modo per stimolare ancora di più i sentimenti dei più nostalgici.

Non è la prima volta che in Germania accade una cosa del genere. Una farmacia a Magonza aveva già fatto notizia perché si era dotata di una macchina per conteggiare marchi. E c’è anche chi, come C & A, accetta ininterrottamente la vecchia valuta a partire dal 2004.

La campagna del Kaufland, di certo una singolare mossa di marketing, potrebbe comunque portare la restituzione di diversi marchi da parte dei tedeschi. Secondo la Bundesbank, i miliardi di marchi in circolazione sarebbero ancora 13 miliardi (oltre 6 miliardi di euro). “Quantità maggiori – ha sottolineato un portavoce della Banca centrale tedesca – si presume possano essere all’estero”. A fine novembre erano circa 168 milioni le banconote e 24 miliardi le monete del vecchio conio ancora esistenti.

E se da una parte c’è chi prova a cambiare le regole parlando di meno austerità e puntando alla condivisione di quegli ideali a cui si ispiravano i fondatori del manifesto di Ventotene, dall’altra parte della staccionata c’è ancora chi prova a cavalcare l’onda della demagogia. Non a caso, la notizia del supermercato tedesco è comparsa immediatamente sull’home page del blog di Beppe Grillo, da sempre accanito sostenitore del ritorno alla Lira e critico (troppo spesso) delle politiche UE.

Vedi anche

Altri articoli