In arrivo una stretta sugli scioperi selvaggi

Lavoro
File davanti alle biglietterie dopo la chiusura degli Scavi di Pompei a causa di un'assemblea dei sindacati Fp Cisl, Filp e Unsa, il 24 luglio 2015.
ANSA / PRIMA PAGINA

Il ministro Delrio invita il parlamento ad accelerare sulle nuove norme per regolare l’astensione dal lavoro

I primi affondi li aveva dati ieri Matteo Renzi, prima rispondendo ai lettori dell’Unità e poi nella sua e-news. Oggi, a tornare sul tema degli scioperi selvaggi dalle colonne del Corriere della sera è il ministro Graziano Delrio, a partire dai casi della metropolitana di Roma e del sito archeologico di Pompei.

Il ministro delle infrastrutture spiega di parlare a titolo personale, ma specifica che “non sono il solo a pensarla così”. Secondo lui, la fruizione dei beni culturali andrebbe fatta rientrare tra i servizi pubblici essenziali, in modo da proteggerla da “quelle iniziative di protesta, non sempre legittime, che finiscono per danneggiare tutto il Paese”. E invita quindi il parlamento ad accelerare sulle proposte di legge già depositate (cita quelle di Sacconi e Ichino) per imporre regole più severe per gli scioperi.

Il punto di partenza per Delrio sarebbe la possibilità di proclamare l’astensione dal lavoro solo con il consenso dei sindacati che rappresentano il 50 per cento più uno dei lavoratori del settore, ma ritiene “una buona idea” anche “il referendum preventivo fra i lavoratori”. In ogni caso, il ministro chiarisce che non ci sarà nessun intervento diretto del governo su un diritto che è tutelato dalla Costituzione e ricorda che “in caso di proteste selvagge e sabotaggio non c’è mica bisogno di nuove regole. Con le leggi che abbiamo si può arrivare anche al licenziamento”.

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