Ecco il Def, Padoan fiducioso: “La crescita accelera”

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Approvato il Documento di economia e finanza. Matteo Renzi: “Non ci sarà alcuna manovra correttiva”

Il Consiglio dei ministri approva il nuovo Documento di economia e Finanza. Un testo che contiene le stime macroeconomiche del quadriennio (aggiornate) e che sarà presentato in Europa corredato dal Piano nazionale di riforme.

“L’economia italiana cresce, accelera, ed è trainata dalle misure del governo” afferma il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm. “La politica economica del governo produce risultati tangibili, non è vero che lo sforzo riformatore si sta indebolendo – sottolinea Padoan – e i benefici delle riforme si vedono, a partire dal mercato del lavoro”.

“Il fatto politico è che l’Italia cresce e questa è la realtà” gli fa eco Matteo Renzi rassicurando che “non ci saranno altre manovre”. “In 26 mesi di convivenza – ha sottolineato il premier – non abbiamo mai effettuato alcuna manovra correttiva, è un termine che abbiamo rottamato e che appartiene al passato”.

Il ministro Padoan sfrutta poi l’occasione per rispondere alle polemiche del vicepresidente della Commissione Ue, Katainen, che da Cernobbio ha sottolineato come a Roma sia stata concessa molta flessibilità. “L’italia è il paese che ottiene più fessibilità – mette in evidenza il titolare dell’Economia – perché è il paese che è più in regola degli altri. Questa storia che gli italiani sono ingordi è completamente sbagliata. L’Italia è in regola, non ingorda”

Crescita, deficit e debito pubblico
Secondo l’Esecutivo, la crescita c’è perché i consumi delle famiglie continuano ad aumentare e gli investimenti pubblici e privati mostrano un’accelerazione. Stando alle nuove stime macroeconomiche approvate oggi, nel 2016 il Pil italiano si attesterà all’1,2% (contro la precedente stima di +1,6%), per poi accelerare negli anni successivi. Una nuova stima alla luce del rallentamento dell’economia mondiale, all’inflazione che in Europa non riesce ancora a ripartire. Tuttavia, nonostante la previsione sia al ribasso rispetto alla Nota di aggiornamento del Def 2015, il documento mette in evidenza come i dati positivi di produzione industriale registrati nei primi mesi del 2016 lascino prefigurare una “nuova accelerazione del prodotto nei prossimi trimestri”.

La crescita, secondo le aspettative di Palazzo Chigi, è destinata a crescere con più forza nei prossimi anni, pur considerando una politica fiscale  che dovrà tenere conto del raggiungimento del pareggio di bilancio nel medio periodo. L’obiettivo primario, si legge nel documento, sarà quello di concentrare la politica economica dell’Esecutivo sulla “promozione dell’attività economica e dell’occupazione”. In questo senso, come ha già accennato qualche giorno fa il ministro Padoan, nelle prossime settimane dovrebbero essere approvati una serie di provvedimenti di finanza che riguarderanno proprio il sostegno alla crescita e alle imprese.

Quanto ai numeri legati alla crescita dei prossimi anni, Palazzo Chigi si aspetta un Pil in salita dell’1,4 per cento nel 2017, dell’1,5 per cento nel 2018 e dell’1,4 nel 2019.

Migliorano le attese anche per l’altro dato fondamentale per il bilancio di uno Stato, il rapporto deficit/Pil. Fondamentale anche perché comprende i margini di flessibilità richiesti dal governo per la legge di stabilità. Secondo l’Esecutivo, nel 2016 scenderà dal 2,6% al 2,3%.

Il debito pubblico italiano, infine, nel 2016 scenderà al 132,4% del Pil dal 132,7% del 2015. La discesa prevista nella Nota di aggiornamento di settembre era più marcata, con una previsione di debito quest’anno al 131,4%. Tuttavia, “l’inversione della dinamica del debito – si legge nella premessa del Documento firmata da Pier Carlo Padoan – rimane un obiettivo strategico del governo”.

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