Renzi: “Entro il 15 ottobre si decide al Senato”
Bersani: “No alla disciplina di partito sulla Costituzione”

Riforme

Matteo Renzi ospite di Porta a Porta parla di tasse, immigrazione, riforme e altri argomenti

“Daremo ai sindaci un assegno corrispondente al gettito che si perderà con l’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi,Porta a Porta in onda ieri sera. Renzi torna a parlare dell’abolizione della tassa sulla prima casa e annuncia un meccanismo di “compensazione” per le entrate mancanti a livello locale. “Trovo giusto che non si paghino le tasse sulla prima casa – spiega il premier- ma chi ha la seconda, la terza o quarta è giusto che paghi le tasse”.

“L’economia sta andando meglio – ha aggiunto – e bisogna dare messaggi di serenità e tranquillità: stiamo ripartendo, dopo tre anni di segno meno è tornato il segno più del Pil”.

Poi, rivolgendosi a sindaci e Comuni annuncia: “Daremo ai primi cittadini un assegno corrispondente” al taglio dell’Imu e della Tasi. “Quello che togliamo ai Comuni lo restituiamo paro-paro, non è che poi aumentano le tasse. Su questo mi impegno, assolutamente“.

Sempre a proposito di fisco, il premier prosegue: “Nel 2014 abbiamo dato gli 80 euro, nel 2015 l’operazione su Irap e costo del lavoro, nel 2016 via Imu e Tasi che è l’operazione che abbiamo annunciato a luglio ed ecco perché il 16 dicembre ci sarà il funerale delle tasse sulla casa, Nel 2017 penseremo all’Ires e nel 2018 all’Irpef“.

 

Gli altri argomenti affrontati da Matteo Renzi durante la trasmissione:

Immigrazione. “Dal mare sono arrivate 170mila persone l’anno scorso, che non sono rimaste tutte in Italia – dice il premier -. Quest’anno siamo sugli stessi numeri: 116.131 a fine agosto. L’Italia non è invasa come dice qualcuno, ha una presenza ancora sopportabile, ma il punto è che non possiamo continuare così. Il piano Juncker dice che più di 50mila andranno via dall’Italia, ma vogliamo vedere che questo accada: come si dice a Napoli… ccà nisciun’è fess“. Poi ribadisce: “L’Italia non è invasa, la situazione si può sopportare. Ma ora basta”.

Piano della Ue. “Sta cambiando qualcosa in Europa – continua -, quello che dicevamo solo noi ora lo stanno dicendo in tanti. Adesso vedo anche persone che cambiano posizione. Ho parlato stamattina con Angela Merkel, devo dire fu in una posizione di mediazione nel summit di giugno. Peraltro lei appartiene a una diversa famiglia politica: lei è di destra, io di sinistra, ma su queste cose non ci possono essere differenze”.

Pensioni. Il presidente del Consiglio affronta vari temi tra cui anche la riforma delle pensioni. “Dobbiamo trovare un meccanismo per cui chi vuole andare in pensione un po’ prima rinunciando a un po’ di soldi possa farlo, il problema è quanto prima e quanti soldi”. E accelera sui tempi. “Spererei di farlo nelle prossime settimane e mesi. Sono ottimista ma per lo stato deve essere a somma zero”.

Mezzogiorno. “Per il Sud – afferma il capo del governo – nella legge di Stabilità “stiamo studiando il credito di imposta o la possibilità continuare il taglio dei contributi per gli assunti”, ma “quello che ci vuole al Sud è prendere un impegno e portarlo al termine. Non servono nuovi libri dei sogni, che sono diventati degli incubi”.

Sulle Riforme invece incalza: “Non entro nelle tecnicalità, dico che con le riforme dobbiamo fare un Paese più semplice, punto. Entro il 15 ottobre si decide al Senato. E poi, dopo sei letture parlamentari, saranno gli italiani a decidere con un referendum si’ o no. E poi dicono che non e’ un processo democratico, alla faccia…”.”Nessuno pensi che si possa ritornare da capo” sulle riforme, ha chiosato Renzi a proposito di nuovo Senato e legge elettorale. Il premier si è detto pronto a discutere sulle competenze del nuovo Senato ed è disponibile ad ampliare i poteri della seconda Camera a patto che “non ci sia chi pensi che si debba ricominciare da capo”.

Scuola: “Capisco la rabbia di alcuni insegnanti, ma aver utilizzato l’espressione ‘deportati’ non e’ giusto, tutti vorremmo stare a lavorare vicino casa, ma cerchiamo di aiutarci, non facciamo polemiche”.

A una domanda sulla candidatura del governatore della Toscana Enrico Rossi alle prossime primarie per la leadership del Pd, Renzi ha risposto: “Ci sono tantissimi anti Renzi: Rossi, Emiliano, Speranza, Bersani che lo è ‘ad honorem’, D’Alema anche se non credo che corra ma magari farà il ‘king maker’. Va bene così, è giusto che ci sia chi la vede diversamente. Io non ho paura di perdere la seggiola e non sto provando nemmeno a tenerla, se no farei un accordo con tutti”.

Questa mattina Pier Luigi Bersani ha replicato al premier, in un’intervista a Radio Anch’io, sul tema della riforma del Senato. “Non si tocca l’art. 2 della riforma? Renzi ha ragione a chiedere che non si apra un vaso di Pandora, ma poi c’è il libero convincimento”. “Non si può chiamare alla disciplina di partito davanti alla Costituzione. Non si è mai fatto in nessun partito”, ha aggiunto l’ex segretario del Pd.

L’ex segretario del Pd non taglia però i ponti per una possibile intesa. Rispondendo a chi gli chiede se sia possibile un compromesso sulle riforme tra Renzi e la minoranza del Pd,  Bersani è aperto ad una soluzione. “Credo sia assolutamente possibile. Non c’è necessità di prove di forza”.

“Sull’elezione per il Quirinale – ricorda Bersani – c’è stata assoluta lealtà. Se si parla, e se Renzi decide di parlare con i senatori, lo farà con gente leale. Io – ribadisce – sono per il si e non per il no. Non è in gioco il superamento del bicameralismo perfetto, perché tutti vogliono una riforma. Qui è in gioco se dopo la legge elettorale che Renzi ha voluto possiamo avere in Italia un Parlamento, tra Camera e nuovo Senato, in cui grandissima parte dei membri viene nominata o scelta a tavolino. Qui non c’è Bersani, ma il libero convincimento di alcuni senatori con cui bisogna discutere e trovare una soluzione”, conclude.

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