Sì unanime dei senatori Pd all’impianto del ddl Cirinnà

Unioni civili
Monica Cirinna' in Senato ariva all'assemblea del gruppo Pd sulle unioni civili, Roma, 19 gennaio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Rimane la possibilità del voto secondo coscienza sui punti più controversi, come la stepchild adoption

Dopo circa due ore di riunione, il gruppo del Pd a Palazzo Madama ha approvato oggi all’unanimità, senza nessun voto contrario e nessun astenuto, l’impianto del ddl Cirinnà.

“L’impegno è quello che qualunque cosa accada, facendo comunque il massimo sforzo di unità sull’articolo 5, il voto finale sarà sì per tutti. Dopo due anni di lavoro e quattro stesure del testo il Pd ha trovato un punto di unità su un impianto generale sia del titolo 1, le unioni civili, sia sul titolo 2, diritti dei conviventi di fatto. Noi parliamo sempre di unioni civili tra persone dello stesso sesso, ma questa legge riconoscerà anche le convivenze more uxorio”, ha spiegato la senatrice Cirinnà, autrice del ddl sulle unioni civili, intervenendo alla trasmissione Effetto Giorno su Radio 24.

Nell’assemblea, in merito alla votazione, era stata già annunciata l’eccezione della libertà di coscienza su alcuni emendamenti, come quelli sulla stepchild adoption. Libertà di coscienza sì, dunque, ma sul voto segreto, Zanda dichiara: “I senatori del Pd non hanno alcun interesse per i voti segreti. Esprimeremo le nostre posizioni, anche diverse, alla luce del sole, in modo pubblico e trasparente, come l’abbiamo espresse nelle nostre assemblee e in ogni sede”.

Sull’articolo 5, quello che riguarda l’adozione del figlio biologico del partner, “le distanze sono minime bisogna trovare un accordo fino all’ultimo”, spiega il senatore Andrea Marcucci che insieme al collega Giorgio Pagliari ha presentato un emendamento sul biennio di pre-adozione che potrebbe trovare l’appoggio dei cattolici ma che, per i sostenitori della stepchild, rappresenta una discriminazione troppo radicale per i minori. “Credo che l’affido biennale preadottivo – ha aggiunto Marcucci – possa essere un buon contributo. L’unità del Pd è la maggiore garanzia di approvazione della legge”.

E sembrerebbe proprio l’ipotesi dell’introduzione della stepchild temperata (che prevede il periodo obbligatorio di pre-adozione) la proposta ponte, la mediazione per far votare compattamente il PdGiovedì il testo arriverà nell’aula del Senato per la discussione generale, ma il voto è previsto per la settimana prossima. Per questo martedì prossimo i dem al Senato si riuniranno nuovamente per decidere sugli emendamenti più “spinosi” e “su quali emendamenti ci sarà libertà di voto”, ha dichiarato il capogruppo Luigi Zanda al termine della riunione. Il rinvio, ha spiegato ancora Zanda, è stato deciso perché “ancora non conosciamo tutti gli emendamenti”.

L’auspicio del capogruppo dei senatori dem è comunque la “drastica riduzione del numero degli emendamenti, perché questo consentirebbe un dibattito sul merito adeguato alla delicatezza del tema che stiamo trattando”. In ogni caso, non ci saranno ulteriori rinvii dei termini per la presentazione degli emendamenti al ddl Cirinnà”.

Importante il segnale che arriva dal Consiglio d’Europa, con il norvegese Thorbjorn Jagland che pubblica su Twitter il link a una sentenza della Corte di Strasburgo dell’ottobre scorso e incoraggia l’Italia “a garantire il riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso così come stabilito dalla Corte Europea dei Diritti Umani e come accade nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa”.

 

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