Ilva, Vendola a processo. Lui si difende: “Ho la coscienza pulita”

Giustizia
Nichi Vendola durante la riunione della direzione del partito di Sel al centro congressi Cavour, Roma, 3 giugno 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Il gup di Taranto ha accolto 47 richieste di rinvio a giudizio. L’ex governatore andrà a processo: “Io il primo a sfidare l’onnipotenza dell’Ilva”

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Taranto, Vilma Gilli, ha accolto tutte le 47 richieste di rinvio a giudizio presentate dalla procura della Repubblica sul presunto disastro ambientale provocato dallo stabilimento siderurgico Ilva. Andrà a processo, dunque, anche l’ex governatore della Puglia e leader di Sel Nichi Vendola. Per quanto riguarda i cinque riti abbreviati, sono state inflitte due condanne.

I tre assolti sono l’ex assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, il carabiniere in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della procura Giovanni Bardaro e l’avvocato Donato Perrini. Il giudice ha condannato invece il sacerdote don Marco Gerardo a 10 mesi e Roberto Primerano, già consulente della procura. Dei 47 rinvii a giudizio, 44 riguardano persone fisiche e tre riguardano altrettante società e cioè Ilva Spa, Riva Fire e Riva Forni Elettrici.

“Sarei insincero – afferma l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola – se dicessi che sono sereno. Sento come insopportabile la ferita che mi viene inferta da un’accusa che cancella la verità storica dei fatti: quella verità è scritta in migliaia di atti, di documenti, di fatti. Io ho rappresentato la prima e l’unica classe dirigente che ha sfidato l’onnipotenza dell’Ilva e che ha prodotto leggi regionali all’avanguardia per il contrasto dell’inquinamento ambientale a Taranto. Vado a processo con la coscienza pulita di chi sa di aver sempre operato per il bene comune. Come sempre mi difenderò nel processo e non dal processo”.

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