Ilva, Renzi: “C’è chi vuol farla chiudere, ma non lo accetteremo”

Politica
Panoramica dello stabilimento Ilva di Taranto in una foto d'archivio. ANSA/UFFICIO STAMPA ILVA +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

Ilva, unioni civili. europa ed economia. Matteo Renzi fa il punto su questi temi in un intervista alla Stampa

“Che qualcuno amerebbe veder chiudere Taranto è cosa nota: ma non lo accetteremo”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio Matteo Renzi in un’intervista alla Stampa, commentando la procedura d’infrazione per l’intervento del governo sull’ Ilva. “Non credo alle vendette – aggiunge – e a certo provincialismo nostrano, anzi, dico: basta considerare l’ Europa una nemica o una maestrina. Porre le questioni con chiarezza è utile a noi e all’Europa stessa”. Secondo Renzi “per l’ Italia è finito il tempo della paura: rispetto per tutti ma paura di nessuno. E diciamo una parola chiara sulla Germania: su alcune cose abbiamo da imparare, da copiare. Ma quel che non mi piace, qui da noi, è una certa subalternità psicologica che ormai trovo surreale”.

Sul tema delle unioni civili il premier non lascia dubbi: “Il momento di tirare le fila è ormai venuto, una legge sulle unioni civili va fatta, subito”. Certo riconosce che c’è discussione nei partiti, anche nel suo, ma “la ferita va sanata, siamo fanalino di coda in Europa”. Quanto ai singoli problemi come la ‘stepchild adoption’, il premier osserva che “il tema è di quelli che toccano la sensibilità dei singoli parlamentari, e bisogna tenerne conto: su alcuni punti ci sarà la libertà di coscienza”.

E sulle preoccupazioni per una crescita del M5s, replica che la sua preoccupazione “è il Paese, la sua ripresa, il suo rilancio. Quanto ai Cinquestelle, loro modo di governare è il miglior spot per il Pd”.

Infine commenta anche i dati Eurostat sulla crescita italiana: “L’Italia è ripartita, siamo fuori dal pantano del 2013. Dopo anni di grigiume, il clima è decisamente cambiato”. “Abbiamo avuto tre anni di recessione sconosciuta in altri Paesi. Pensi al nostro Pil: -2,3 con Monti, -1,9 con Letta e con me -0,4 l’anno scorso. Quest’anno siamo cresciuti dello 0,8%, nel 2016 lo faremo del doppio”.

 

Vedi anche

Altri articoli