Il virus Zika imperversa in America Latina. Primi casi anche in Europa

Salute
In this Jan. 18, 2016 photo, a researcher holds a container with female Aedes aegypti mosquitoes at the Biomedical Sciences Institute in the Sao Paulo's University, in Sao Paulo, Brazil. The Aedes aegypti is a vector for transmitting the Zika virus. The Brazilian government announced it will direct funds to a biomedical research center to help develop a vaccine against the Zika virus linked to brain damage in babies. (ANSA/AP Photo/Andre Penner)

L’infezione, trasportata dalla zanzara Aedes Aegypti, è particolarmente diffusa in Sudamerica, ma si sta estendendo in Centro America

Un altro caso di virus Zika è stato individuato in Europa, in Danimarca, dopo i tre segnalati la scorsa settimana dal servizio sanitario britannico. Si tratta di un cittadino danese che aveva viaggiato all’estero, secondo quando riferito dalla radio DR che cita fonti ospedaliere della città di Aarhus. Il paziente aveva viaggiato in Centro e Sudamerica. L’infezione, trasportata dalla zanzara Aedes Aegypti, è particolarmente diffusa in Sudamerica, ma si sta estendendo in Centro America.

Anche negli Stati Uniti si segnalano i primi quattro casi di persone che hanno contratto il virus mentre si trovavano all’estero. Con un comunicato la Casa Bianca ha detto che “il presidente ha posto l’accento sulla necessità che vengano accelerate le ricerche per ottenere test diagnostici più rapidi e per sviluppare vaccini e terapie, oltre che fornire una migliore informazione”. Due giorni fa l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha detto che il virus si diffonderà rapidamente in tutte le Americhe, esclusi Cile e Canada.

Il virus viene trasmesso dalle zanzare ed è presente nel sangue delle persone infette. La malattia in sé non è pericolosa, ma in coincidenza con l’epidemia in Brasile e in altri Paesi si verificato un netto aumento delle nascite di bambini affetti da microcefalia, una grave malformazione del cranio e del cervello. Ieri l’isola caraibica di Portorico ha comunicato di aver diagnosticato la malattia in 19 persone, nessuna delle quali fortunatamente incinta, il gruppo più a rischio per le conseguenze sul nascituro. E ieri la Colombia, assieme al Brasile il paese più colpito, ha decretato il primo livello di allerta con la previsione di 600.000 casi di infezione per il 2016. Ad oggi sono stati confermati 13.808 casi di cui 890 donne incinte.

Il virus Zika, trasmesso dalle zanzare e arrivato in Brasile nel maggio del 2015, ha ormai raggiunto altri 17 paesi delle Americhe. Fino a ottobre non era ritenuto una grande minaccia: solo un quinto delle persone colpite si ammalava e in genere provocava solo un po’ di febbre, eruzioni cutanee, dolori articolari e arrossamento degli occhi. Dopo, però, sono cominciate a emergere prove di possibili malformazioni nei feti e problemi neurologici negli adulti. Il 15 gennaio i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) negli Stati Uniti hanno consigliato alle donne incinte di non andare nei paesi in cui ci sono focolai d’infezione.

La diffusione del virus rende sempre più urgente eliminare le zanzare che lo trasmettono. Il Zika è diffuso soprattutto dall’Aedes aegypti, che è il vettore anche della dengue e della febbre gialla e vive in climi tropicali. Tuttavia lo diffonde anche la Aedes albopictus (zanzara tigre), anche se non si sa ancora con quanta efficacia. A dicembre il Brasile ha dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria e ha rimosso gli ostacoli burocratici per l’acquisto di materiali come gli insetticidi e le attrezzature per gli operatori sanitari, suscitando un dibattito sull’utilità di questa burocrazia. Ha inoltre autorizzato l’impiego dell’esercito per aiutare i 310mila operatori occupati nella disinfestazione dalle zanzare.

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