Il vicesindaco Frongia oltre l’assurdo: abbiamo portato noi il Sei Nazioni a Roma

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L’Italia ritira la candidatura ad ospitare i mondiali di rugby del 2023. Frongia perde la testa e le spara sempre più grosse

Sarà anche assessore allo Sport ma il vicesindaco di Roma Daniele Frongia deve essersi impantanato nella palude del Campidoglio a 5 stelle ed essersi così dimenticato di studiare. Non ci riferiamo al dossier olimpico di Roma 2024, quello che nessuno della nuova giunta ha mai letto prima di dire no alle Olimpiadi. No, questa volta stiamo parlando di una disciplina in particolare, quella in cui due squadre da 15 uomini forzuti si affrontano senza esclusione di colpi per portare una palla ovale oltre la linea di meta avversaria. Questo sport, forse Frongia non lo sapeva, si chiama rugby ed è stato inventato due secoli fa in Inghilterra.

Ebbene, nella seduta di ieri dell’Assemblea Capitolina, quella che, appunto, ha abbassato definitivamente il sipario sulle velleità olimpiche della Capitale, il vicesindaco ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Visto il risultato era meglio tenerseli ben nascosti sotto i piedi.

Ma andiamo con ordine. Il caso riguarda, in particolare, la rinuncia alla candidatura dell’Italia ad ospitare i Mondiali di rugby nel 2023, una candidatura da sempre legata a quella olimpica.

“Da sempre strettamente collegata a quella delle Olimpiadi di Roma 2024, la candidatura alla decima edizione della Rugby World Cup non ha più le condizioni per proseguire, cosi come convenuto con il Governo ed il CONI” ha dichiarato il Presidente della Fir, Alfredo Gavazzi.

“Rimaniamo convinti delle grandi potenzialità della candidatura italiana, che avrebbero portato indubbi benefici e necessarie migliorie negli stadi italiani e siamo consapevoli di perdere una fantastica opportunità per radicare ancor più i nostri valori ed il nostro sport nel tessuto sociale italiano, ma dobbiamo prendere atto di come ad oggi non vi siano le basi per continuare questo percorso”.

Ora, al netto delle responsabilità della Fir (ben riassunte nell’articolo pubblicato da Duccio Fumero sul blog Rugby1823), anche i muri sanno che la rivitalizzazione di uno stadio come il Flaminio, tradizionalmente la casa della palla ovale azzurra e punto cardine della candidatura italiana, sarebbe stata possibile solo con i soldi che sarebbero arrivati per le Olimpiadi. Ma Frongia non ci sta, o non lo sa.

“Ho visto su giornali e telegiornali vergognosi servizi sul ritiro della candidatura dei Mondiali di rugby 2023 –  ha dichiarato Frongia nel suo intervento in aula Giulio Cesare -. Noi l’avremmo fortemente appoggiata, ma è stata effettivamente ritirata perché è mancato l’impegno e il sostegno del governo Renzi. E’ questo il reale motivo del ritiro della candidatura”.

Versione, questa, immediatamente smentita dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti.

“Il dottor Daniele Frongia, già Capo di Gabinetto del Sindaco Raggi e attuale Vicesindaco della città di Roma, attribuisce al Presidente del Consiglio la responsabilità della mancata candidatura della Capitale ai mondiali di rugby. Come è noto anche ai sassi, se a Roma non si terranno eventi sportivi di un qualche rilievo, la responsabilità è solo ed esclusivamente dell’amministrazione comunale che ha scelto di dire no alle Olimpiadi”.

La dichiarazione di Frongia in Aula, però, non si ferma allo scaricabarile, anzi. Assume toni quasi comici quando il vicesindaco si intesta due eventi clou della stagione rugbistica.

“Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare ai grandi eventi di rugby in programma a Roma, il Sei Nazioni 2017 e gli All Blacks. Li abbiamo portati noi, questi sono i fatti”.

Siamo ormai abituati a conoscere la disinvoltura con cui gli esponenti pentastellati raccontano bufale con cognizione di causa, ma questa volta siamo al teatro dell’assurdo. Il Sei Nazioni, il principale torneo di rugby che si gioca in Europa, a cui l’Italia prende parte insieme a Francia, Inghilterra, Galles, Irlanda e Scozia, si gioca a Roma dal 2000, quando Virginia Raggi aveva 22 anni. Quanto al test match del 12 novembre con gli All Blacks, la mitologica nazionale neozelandese, il calendario delle partite dei campioni del mondo in carica è stato stabilito dalla Federazione Internazionale nel maggio del 2010. Riguardo infine alla sede della partita, la decisione è toccata alla Fir in base alla disponibilità degli impianti: in accordo con il CONI – titolare dell’Olimpico di Roma – la Fir il 19 luglio di quest’anno ha reso noto che gli All Blacks avrebbero giocato contro la Nazionale nell’impianto del Foro Italico. Esattamente un mese prima la vittoria di Virginia Raggi al ballottaggio.

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