Il Viaggio della Memoria: vedere Auschwitz con i propri occhi

Shoah

Ogni anno migliaia di ragazzi volano in Polonia per i Viaggi della Memoria. Lo scorso 18 e 19 gennaio oltre 100 studenti sono arrivati a Cracovia grazie al percorso organizzato dal Ministero dell’Istruzione e dall’Unione delle comunità ebraiche italiane

Al momento dell’imbarco sul volo che li porterà a Cracovia sono ancora dei ragazzi come tanti. Pronti a prendere parte a quella che, sulla carta, potrebbe figurare come una gita scolastica. Programma fitto: volo, spostamenti in pullman, cena in hotel, dibattito finale. La sera del primo giorno di viaggio hanno già perso per sempre un pezzo della loro innocenza. Sono diventati uomini e donne. Con lo sguardo serio di chi ha dovuto capire, in poche ore, attraverso racconti brevi ma durissimi, di quale orrore sia capace l’uomo quando l’odio prevale sul rispetto per la dignità umana.

“Sapevo che sarebbe stata dura. Anche per questo ne abbiamo parlato a luogo con i miei, prima di decidere che sarei potuta venire. Non pensavo sarebbe stato così scioccante. Ma sono veramente orgogliosa di essere stata scelta per il Viaggio della Memoria”, racconta Chiara, 13 anni, fra le più giovani partecipanti al percorso organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con l’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei). Ogni anno migliaia di ragazzi volano in Polonia per i Viaggi della Memoria. Lo scorso 18 e 19 gennaio oltre 100 studenti sono arrivati a Cracovia accompagnati dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, dalla Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, dal Presidente dell’Ucei Renzo Gattegna e dal professor Marcello Pezzetti, storico della Shoah. Con loro alcuni sopravvissuti, Sami Modiano, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, e Marika Venezia, moglie di Shlomo,  deportato  scomparso nel 2012, che continua a trasmettere la memoria del marito.

“Sui libri c’è troppo poco – spiega Paola, 15 anni, studentessa di Catania – avevamo bisogno di capire e ora sappiamo. C’è sempre il rischio che questi eventi si ripetano e a noi spetta il compito di impedirlo. Ci sono anche ragazzi della mia età che negano tutto. Io ho tremato durante il racconto dei sopravvissuti. È un enorme privilegio poter ascoltare i fatti dalla voce di chi li ha vissuti”. Sami, Andra, Tatiana, passano con dolcezza il testimone della storia nelle mani di chi li ascolta. Hanno racconti durissimi da far digerire a ragazzi che sono nel pieno della loro adolescenza. Ma per capire bisogna vedere con i propri occhi, ascoltare con le proprie orecchie, aggirarsi fra le baracche del campo di sterminio per comprendere quali fabbriche della morte siano state messe in piedi dall’uomo.

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18-19 gennaio 2016. Viaggio della Memoria Il Ministro Stefania Giannini e la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini ad Auschwitz con oltre 100 studenti delle scuole superiori.

Da Auschwitz non si torna a casa come si era prima. Il Viaggio della Memoria è una macchina del tempo che sbalza i partecipanti indietro, dentro uno dei capitoli più neri della storia d’Europa, e poi li riporta nel presente facendo di loro persone nuove, più consapevoli, mature. “Ogni volta che vedremo e sentiremo parlare di stermini e olocausti la nostra mente correrà ai cancelli di Auschwitz, alle rotaie, alla neve e al silenzio di Birkenau e alle parole con cui Andra e Tatiana Bucci e Sami Modiano ci hanno raccontato la loro sofferenza”, scrive Alessandro al rientro sulla pagina Facebook creata dagli studenti del liceo Manara di Roma per raccontare questa esperienza. Il Viaggio della Memoria “è un atto di scuola – ha spiegato il Ministro Stefania Giannini – perché la memoria ci rende vigili e pronti a difendere la dignità umana”. Il testimone è stato passato. Migliaia di studenti lo raccolgono ogni anno e con loro tanti docenti che vengono formati per approfondire il tema della Shoah. Un piccolo esercito con un compito enorme: continuare a raccontare ciò che hanno appreso negli anni a venire, perché “mai più” non sia solo una frase ad effetto, ma una missione di vita.

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