Il vertice di Bratislava: un’occasione mancata per l’Unione Europea

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Il meeting tra i leader europei si conclude con un nulla di fatto e rimanda agli incontri successivi le questioni cruciali

“L’Unione Europea non è perfetta ma è lo strumento migliore che abbiamo per rispondere ai cambiamenti del mondo. […] Dobbiamo migliorare la comunicazione tra di noi, ma soprattutto con i nostri cittadini. Le nostre decisioni devono essere più chiare e il nostro linguaggio più onesto. Ci impegniamo ad offrire ai nostri cittadini nei prossimi mesi una visione attrattiva dell’UE, della quale possano fidarsi e che possano supportare”. Queste sono alcune delle parole utilizzate dal Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk durante l’European Summit di Bratislava sabato 17 settembre, e contenute anche nella dichiarazione finale dello stesso. Parole significative che, però, lasciano l’amaro in bocca. L’incontro di Bratislava tra i i capi di stato e di governo degli stati membri dell’Unione Europea (UE) resta un’occasione mancata, un tentativo fallito di far ripartire l’Europa del post-Brexit.

Le conclusioni finali riassumono quanto era stato già detto nei mesi precedenti, mentre i temi cruciali vengono rimandati ai meeting che si svolgeranno prossimamente.

Il Consiglio Europeo di dicembre si occuperà di politica di sicurezza e difesa. Tra le misure concrete da applicare c’è l’implementazione di un piano comune sulla sicurezza e sulla difesa e un miglior uso degli strumenti già predisposti dai trattati. Sempre a dicembre, si parlerà di disoccupazione giovanile e di investimenti, così come del migration compact per la cooperazione e il dialogo con i Paesi del terzo mondo per ridurre i flussi illegali di immigrati. Nel Consiglio Europeo di ottobre, il tema centrale sarà, invece, la politica commerciale dell’UE.

Bratislava, infatti, rappresenta solo l’inizio di un processo molto più lungo che proseguirà all’inizio del nuovo anno a Malta e, ancora, nel marzo del 2017 a Roma con le celebrazioni per il 60esimo anniversario del Trattato che diede vita alla Comunità Economica Europea nel 1957.

Le misure contenute nel Bratislava Roadmap firmato sabato includono: l’implementazione dell’accordo sui migranti tra UE e Turchia; supporto ai Paesi della rotta balcanica; assistenza immediata alla Bulgaria per la protezione del confine con la Turchia; maggiore cooperazione e scambio d’informazioni tra gli stati membri per assicurare la sicurezza interna e combattere il terrorismo. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Di questo si era già parlato nei summit precedenti e lo stesso accordo con la Turchia resta un nodo cruciale della questione immigrazione che, però, non è stato ancora sciolto.

Comprensibile, allora, il malumore del Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi che non è si presentato alla conferenza stampa congiunta con Hollande e Merkel. Sebbene la mossa di Renzi possa sembrare una tattica per placare i malumori interni della politica italiana, ha il pregio di evidenziare due punti (così come sottolineato da The Economist): la debolezza del Presidente francese, alle prese con le elezioni presidenziali del prossimo anno, e quella della Merkel, anche lei sempre più impopolare nei sondaggi; le difficoltà nel trovare una soluzione comune, e quindi nel risolvere, il problema immigrazione.

L’Europa che è esce dall’incontro di Bratislava sembra ancora addormentata, incapace di rispondere alle sfide che le si presentano davanti. Eppure sono molti i test che affronterà a breve: il referendum ungherese sulle quote di profughi; le elezioni presidenziali in Austria; le negoziazioni per l’uscita della Gran Bretagna dall’UE. Con queste premesse però, è difficile credere che si possano raggiungere risultati concreti e dare risposte ai veri problemi dei cittadini, almeno in tempi brevi.

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