Il tira e molla di Grillo, intrappolato nel suo Movimento

M5S
Il leader del M5S Beppe Grillo nella sala stampa della Camera dei deputati durante una conferenza, 15 aprile 2014 a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Sempre più indecifrabile il futuro politico del comico genovese

Voglio riconquistarmi la libertà“, ci prova ancora Beppe Grillo a smarcarsi dal Movimento da lui fondato e guidato. Dopo l’accorato appello di qualche mese fa, evidentemente caduto nel vuoto, oggi dalle pagine de Il Foglio, il comico genovese insiste: “Non voglio essere identificato come il leader del Movimento, perché non lo sono più. Non ho mai voluto esserlo. Mi ci sono trovato, ma scherzavo. Ho fatto il comico e poi il politico, ma – continua – è stato frutto di una serie di casualità”.

Grillo non nasconde la sua inquietudine: “Io non posso uscire dal Movimento, è come se un musicista jazz decidesse di uscire dal jazz. La mia è cominciata come una concezione del mondo: dall’economia, all’energia. Forse è la politica ormai che non viene più presa sul serio, mentre la satira quando è vera viene presa molto sul serio”.

Chi trattiene Grillo nel Movimento? Forse la sua poca fiducia nei parlamentari 5 Stelle? O il grande guru Casaleggio?

Quello che è certo è che la volontà di mollare tutto viene ribadita continuamente, anche se non viene messa in pratica. Forse bisognerà aspettare l’esito delle elezioni amministrative, visto che Grillo, in un intervento su Il Fatto quotidiano ha rilanciato: “Non sopporterei che il Movimento non vincesse queste elezioni! Se succede divento un serial killer di acari con la lente e un minuscolo spray! Qualunque cosa va fatta per evitare questo rischio. Se Virginia Raggi perdesse, tanto varrebbe ritirarsi!”. Aspettiamo pazientemente….

 

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