Il testo del quesito è chiaro. Ma alcuni rimpiangono il burocratese

Referendum
referndum

In poche righe il lungo testo della riforma è stato sintetizzato nel titolo e posto nel quesito sotto forma di domanda

È stato diffuso il quesito del referendum costituzionale che si terrà in autunno in Italia. Ecco il testo che gli italiani troveranno sulla scheda elettorale del referendum confermativo sulla riforma della Costituzione. La conferma è arrivata direttamente dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che, nel corso della trasmissione di La 7 Otto e Mezzo, ha mostrato anche la scheda elettorale:


“Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”


Non tutti però hanno gradito la formulazione del testo che secondo alcuni (questa è l’accusa) spingerebbe per le ragioni del Sì. Qualche giorno fa il ministro Boschi aveva anticipato la linea del governo su questo tema: “Il quesito è molto semplice, perché si chiede agli italiani se vogliono superare il bicameralismo paritario, abolire il Cnel, ridurre il numero dei parlamentari e dei costi della politica, abolire le province e rivedere il titolo V? Se siete d’accordo e cambiare le cose votate Sì, altrimenti lasciamo le cose come stanno”.

Insomma in poche righe il lungo testo della riforma è stato sintetizzato nel titolo e posto nel quesito sotto forma di domanda, che è relativamente semplice e comprensibile: chi vorrà votare a favore della riforma dovrà votare Sì, quelli contrari dovranno votare No. Non solo, vengono usate quelle parole specifiche in quanto riporta il titolo della Riforma Costituzionale.

Eppure c’è chi sembra rimpiangere i quesiti referendari poco chiari e criptici: come per esempio l’ultimo sulle trivelle. Il quesito proposto era quasi incomprensibile: “Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del Decreto legislativo 3.04.2006, n. 152, sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della Legge 28.12.2015, n. 208, limitatamente alla frase: per tutta la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale?”. Cui si aggiunge la consueta confusione tra il sì e il no: chi non vuole le trivelle deve votare sì, chi le vuole conservare votare no.

O per il rimanere sul tema riforme è possibile rammentare il testo del referendum costituzionale del 2006: “Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente ‘Modifiche alla Parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005?”.

Insomma finalmente il burocratese è stato archiviato, ma purtroppo le polemiche no.

 

Vedi anche

Altri articoli