Il Tas ha deciso: otto anni di squalifica per Alex Schwazer

Olimpia
Partenza per Rio de Janeiro di Alex Schwazer, all'aeroporto di Fiumicino, Roma, 6 agosto 2016. L'atleta olimpico, medaglia d'oro a Pechino 2008, si è presentato questa sera al check-in del volo Alitalia in partenza alle 21:50. ANSA / TELENEWS

Accolta la richiesta della Iaaf, nella sentenza pesa la recidività dell’atleta altoatesino

Alex Schwazer ha sperato fino alla fine di poter marciare sulle strade di Rio. L’altoatesino sperava in una sentenza positiva del Tas, dopo la squalifica inflittagli dalla Iaaf nel giugno scorso, ma così non è stato. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha deciso e squalificato il marciatore azzurro per 8 anni, assecondando le richieste della federazione internazionale dell’atletica. Nella vicenda pesa la recidività del marciatore, dopo quanto successo alla vigilia delle olimpiadi londinesi.

Molte sono le incongruenze e le zone d’ombra che riguardano il caso Schwazer, ad iniziare dal ritardo con cui è stata dichiarata la positività dell’azzurro, fino al fatto che su 14 controlli solo in quello incriminato risulta una traccia minima di testosterone, sostanza che non influisce in maniera sostanziale sulla prestazione di un marciatore.

Ora Schwazer potrà appellarsi a un tribunale svizzero, ma qualunque sia la sentenza l’Olimpiade è ormai andata e con essa l’ultima speranza di medaglia olimpica per il marciatore azzurro. Finora non ci sono stati commenti, ma sin dal giorno dopo della notizia della sua positività sia l’altoatesino che il suo allenatore Sandro Donati, noto per le sue battaglie antidoping, hanno sempre parlato di complotto e di ritorsione.

Sarebbe stata una bella storia di redenzione e di rivincita, ma il sogno olimpico e forse la carriera di Alex Schwazer finiscono qui. Tutto questo mentre in questi giorni si vedono atleti poco chiari partecipare e vincere medaglie a Rio.

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