Il Tar decide: ricorso inammissibile

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Respinto il ricorso di M5S-Si: il Tar Lazio ha confermato che il referendum si svolgerà regolarmente

E’ inammissibile “per difetto assoluto di giurisdizione” il ricorso sul quesito referendario. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, con la sentenza n. 10445 depositata oggi. Nel ricorso – che era era stato presentato dai promotori del referendum costituzionale Loredana De Petris (Sinistra italiana) e Vito Crimi (M5S) e dagli avvocati Giuseppe Bozzi e Vincenzo Palumbo – veniva contestata la formulazione del quesito referendario da sottoporre al voto degli elettori il 4 dicembre. “Considerata l’urgenza di dare una risposta definitiva alla questione, il Tar – riferisce una nota dei giudici amministrativi – non si è limitato alla richiesta cautelare e ha definito il merito della controversia, dichiarando l’inammissibilità del ricorso per difetto assoluto di giurisdizione”. L’individuazione del quesito contestato – fa notare il Tar – è “riconducibile alle ordinanze adottate dall’Ufficio Centrale per il Referendum istituito presso la Corte di Cassazione ed è stato successivamente recepito dal Presidente della Repubblica nel decreto impugnato”.

Il testo del ricorso proponeva semplicemente il titolo della Riforma Costituzionale, invece che la formulazione per codici e codicilli che spesso in passato ha reso incomprensibili i quesiti refendari e per questo è stato tacciato di essere fuorviante.

Nella nota il Tar fa osservare che se c’è un problema, non riguarda tanto il quesito in sé, quanto la stessa legge del 1970 sul referendum, che stabilisce la predeterminazione e la formulazione del testo. Ma in questo caso, spiegano i giudici, dovrebbe essere l’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione a rivolgersi alla Corte costituzionale.

Il Tar del Lazio spiega: “Sia le ordinanze dell’Ufficio Centrale per il Referendum” che hanno predisposto il quesito referendario “sia il decreto presidenziale – nella parte in cui recepisce il quesito – sono espressione di un ruolo di garanzia, nella prospettiva della tutela generale dell’ordinamento, e si caratterizzano per la loro assoluta neutralità, che li sottrae al sindacato giurisdizionale”.

In passato molti tra i sostenitori del Sì avevano fanno notare ai richiedenti che i Comitati per il No quando hanno provato a raccogliere le firme lo hanno fatto sul testo che contestano, al momento a questa precisazione non vi è alcuna risposta.

 Le reazioni
“Siamo alla truffa 5.0.. Il quesito del referendum” sulla riforma costituzionale “resta un problema perché resta ingannevole. Mai nessun governo, nemmeno il governo Berlusconi, si era spinto a tanto. Mai un governo è stato così arrogante e truffaldino come questo…”. Lo dice il senatore M5S Vito Crimi, commentando a caldo la pronuncia del Tar che ha respinto il ricorso sul quesito del referendum costituzionale del 4 dicembre presentato da M5S e Sinistra italiana per difetto di giurisdizione. “Con gli avvocati ora valuteremo tutte le strade – va avanti Crimi – voglio vedere l’atto giudiziario prima di pronunciarmi. Ma la cosa incredibile è che” la scelta della Cassazione “non è appellabile”, perché “si pensa che il quesito debba essere formulato dall’organo di massima garanzia e invece… siamo al 5.0. della truffa. Incredibile”.
“Il Tar ha respinto il ricorso presentato da M5S e Si per difetto giurisdizionale, ma non ha dato alcun giudizio sul quesito, non ha assolutamente detto che il quesito è ‘neutrale’, come titolano alcune agenzie di stampa”. Scrive invece su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Nel merito il ricorso non è  stato bocciato e sono certo che gli amici del fronte del ‘No’ andranno avanti con questa battaglia di verità in merito ad un quesito truffa che rischia di influenzare e disorientare l’elettorato. Renzi dovrebbe riflettere a tal proposito. Il solo fatto che ci siano così tanti ricorsi legati al quesito del referendum costituzionale rappresenta plasticamente quello che questo premier mai eletto è riuscito a causare. Ha diviso il Paese, ha spaccato l’Italia, ha creato tensioni delle quali non sentivamo assolutamente il bisogno, ha prodotto un referendum plebiscito, con un quesito ingannevole. In questo il fiorentino ha già perso, il 4 dicembre sarà respinto anche nelle urne”, conclude Brunetta.

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