Il successo di #matteorisponde in quattro parole

Social network
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la sui social "Matte Risponde"?, Roma, 5 Aprile 2016.
 ANSA/ UFFICIO STAMPA/ PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI 

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Interazione, regia, aggregazione, community: gli ingredienti di una formula destinata a crescere ancora

A qualche giorno di distanza dal live streaming Mentions #matteorisponde, dati alla mano e alla luce di alcune interessanti analisi proposte dagli addetti ai lavori, possiamo cercare di sintetizzare gli aspetti tecnici dell’innovativa operazione comunicativa sperimentata dal presidente del Consiglio, utilizzando come road map evidenze già riscontrate nei primi dodici mesi di vita della funzione diretta video dei principali social network.

Iniziamo dai numeri, relativi ai 65 minuti circa di live, senza tener conto di quelli che si sono aggiunti nelle ore e nei giorni a seguire.

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Gli spettatori in diretta sono inoltre cresciuti progressivamente fino a raggiungere a conclusione della diretta stessa circa 43.000 unità. L’hashtag #matteorenzi è rimasto primo nei TT di Twitter ben oltre la conclusione dello streaming. Insomma, al di là dei contenuti, un esperimento assolutamente riuscito.

Ma da cosa nasce il successo di questa diretta? Mesi fa avevamo usato quattro parole chiave per misurare l’efficacia di un social live streaming.

Interazione: è l’aspetto più evidente. La possibilità per chi commenta di ricevere una risposta rappresenta un fascino irresistibile, in questo caso ampliata rispetto al #matteorisponde tradizionale che si svolgeva solo su Twitter. La risposta immediata, a voce, l’eventualità di un approfondimento che va oltre i 140 caratteri, anche soltanto la materializzazione del proprio nome che supera tutte le mediazioni e arriva in quella che è una sorta di tv su cui si stanno posando decine di miglia di altri occhi: impossibile non provarci.

Regia: come esempio della necessità di una regia per un ottimo risultato avevamo portato l’esperienza delle dirette romane di Giulio Base. Nel caso di Matteo Renzi, come ha egregiamente osservato Giovanni Boccia Artieri su doppiozero, non si tratta di una regia che si esplica in un sapiente movimento di camera, ma nella scelta del premier delle domande a cui rispondere, alternare il ragionamento magari supportato dai numeri, alla buttata al giornalista, alla derisione del troll, fino a farsi megafono del segretario di circolo di Brescello che gli scrive su Whatsapp. Regia in questo caso è modulazione non solo dei contenuti, ma anche delle forme espressive, verrebbe da dire del registro comunicativo.

Aggregazione: se per la diffusione di contenuti live streaming diversi ci è sembrato ineludibile parlare di contenitori che aggreghino, nel caso dello streaming #matteorisponde l’aggregazione prende la forma di una vera e propria ibridazione dei media. Non soltanto perché Renzi utilizza contemporaneamente diversi social, ma perché lo strumento principale, cioè Mentions, da social secondo schermo diventa first screen, cioè niente di diverso da un canale televisivo. Sono gli altri social a diventare schermo secondo e paradossalmente, persino la telecamera tradizionale che riprende la diretta per le esigenze della tv all news, che può avvalersi di una qualità audio video migliore, sembra essa stessa arretrare nella gerarchia degli schermi e apparire se non inutile qualcosa di simile a un di più.

Community: il live streaming funziona se attorno ad esso si raccoglie una comunità con interessi simili o convergenti. Il #matteorisponde ha sviluppato questo concetto ai suoi estremi, attirando non solo il pubblico di quelli che egli stesso ha definito “fan” e non solo quelli degli haters, ma in qualità di presidente del Consiglio, la comunità più vasta che si possa immaginare: quella dei cittadini. Se le dirette realizzate dai sindaci funzionano perché il singolo cittadino si può sentire vicino all’amministrazione, chiedere, al limite anche criticare, a maggior ragione chi si è sempre voluto raccontare come sindaco d’Italia non poteva non attirare le domande della propria comunità soprattutto utilizzando uno strumento come Facebook, considerato, a torto o a ragione più popolare di Twitter.

In questi giorni Marck Zuckerberg sta lanciando il live streaming di Facebook e proponendo nuove funzioni e possibilità di ricerca delle singole dirette. “Stiamo entrando in una nuova età dell’oro dei video online”, ha detto utilizzando proprio una diretta Mentions. Che il #matteorisponde, con i suoi grandi numeri e la sua visibilità nei media tradizionali segni anche qui da noi l’inizio di una nuova fase e di un maggior interesse per questi strumenti come ci auguriamo da tempo?

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