Cosa c’è dietro il successo di Inside Out

Cinema
Inside-Out

La storia della dodicenne Riley e di ciò che succede dentro la sua testa in un periodo complicato della sua infanzia

Inside Out racconta la storia della dodicenne Riley e di ciò che succede dentro la sua testa in un periodo complicato della sua infanzia: la piccola vive con apprensione il trasferimento dal Minnesota a San Francisco per motivi legati al lavoro del padre. Il teatro dei suoi processi mentali viene svelato come fosse una realtà esteriore: l’Inside del titolo viene portato fuori, Out, per far sì che possa essere osservato in trasparenza. Le emozioni di Riley prendono la forma di quattro personaggi diversi nell’aspetto e nel colore: Gioia, Tristezza, Disgusto, Paura e Rabbia, ognuno dei quali è deputato a conferire la propria peculiare tonalità emotiva alla bambina. La messa in scena di questo meccanismo ricorda il leitmotiv di una famosa serie di cartoni animati fine anni 80, “Siamo fatti così”: se allora i protagonisti erano globuli rossi, vitamine e componenti del DNA, oggi abbiamo a che fare con entità che non appartengono al mondo meccanicistico della fisiologia umana, quanto a quello psicologico della sfera istintiva ed emozionale.

La descrizione di questo mondo interiore, palcoscenico delle azioni delle nostre cinque emozioni personificate, disegna un’accurata geografia della personalità di Riley: una struttura stile metropoli del futuro, con una torre di comando principale e delle isole che la circondano, ognuna delle quali rappresenta una particolare sfaccettatura del carattere della piccola, una specifica attitudine comportamentale. I ricordi che vanno ad affastellarsi mano a mano che Riley procede nel suo vissuto sono rappresentati da biglie traslucide grandi come palle da bowling, che acquisiscono uno specifico colore a seconda dell’emozione che richiamano alla mente della piccola. Tutti gli elementi di questo paesaggio sono la rappresentazione visiva di specifici meccanismi interiori: il subconscio una prigione nella quale vengono rinchiusi i pensieri scomodi, la memoria a lungo termine uno sterminato archivio di biglie che si estende a macchia d’olio intorno alla torre di controllo, il pensiero astratto una specie di spazio intermedio dove le normali leggi della fisica vengono stravolte.

Sono evidenti alcuni riferimenti ad “Alice nel paese delle meraviglie”: un modello ancora attualissimo per quel che riguarda l’iconografia di alcuni meccanismi del linguaggio e del pensiero, dall’astrazione alla capacità immaginifica. Interessante anche notare come le dinamiche psicologiche di Riley si complichino gradualmente man mano che la sua storia si evolve: ad un certo punto i personaggi della sua mente devono agire in maniera combinata (in particolare Gioia e Tristezza) per affrontare situazioni che implicano una reazione emotiva piû complessa, che non si appiattisca su di un’unica tonalità emotiva: una reazione, in poche parole, che è l’indizio di un’imminente maturità.

Tecnicamente superbo e in tutto e per tutto uno dei gioielli della filmografia targata Pixar, Inside Out ha avuto un’ottima accoglienza da parte di pubblico e critica: una parte di quest’ ultima ha messo in rilievo con toni entusiastici la sintesi figurativa dei meccanismi psicologici operata dal film. Altri hanno dato evidenza al messaggio edificante della pellicola: in un momento in cui sempre più spesso, specialmente negli USA, è in voga la pratica di patologizzare con troppa disinvoltura alcuni comportamenti dell’infanzia, questo film ci suggerisce che l’esuberanza, la malinconia, la disattenzione, addirittura l’apatia, sono caratteristiche del tutto normali e spesso costitutive della crescita di un bambino.

Ma al di là di questi elementi, un aspetto che fa davvero riflettere di Inside Out è la capacità di rendere conto di una certa inadeguatezza della casualità lineare nell’approccio ai fenomeni mentali.

Il filosofo Wittgeinstein, in una delle sue celebri proposizioni, nel sottolineare la difficoltà e spesso l’impossibilità strutturale di trovare causa ed effetto di alcuni fenomeni, suggeriva di sostituire alla spiegazione di un fenomeno la sua descrizione. È in effetti quello che accade all’interno della mente di Riley: una descrizione parallela degli avvenimenti che coinvolgono la bambina.

Questo mondo interiore determina le azioni e i pensieri di Riley ma allo stesso tempo il mondo interno e la sua struttura vengono determinati da ciò che accade a Riley: queste due realtà si coappartengono e si determinano a vicenda creando un modello esplicativo non lineare, circolare e in un certo senso paradossale del vissuto psichico, che si avvicina alle conquiste più contemporanee dell’indagine psicanalitica sull’interiorità dell’essere umano.

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