Il sistema della “Dama nera”. Il nuovo scandalo che si abbatte sull’Anas

Giustizia
L'ex sottosegretario alle Infrastrutture del secondo Governo Prodi, Luigi Meduri, portato via dalla Guardia di Finanza di Roma a seguito dell'operazione "Dama Nera", Roma, 22 ottobre 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Il sistema di corruzione aveva come vertice la dirigente Anas Accroglianò. Tra i 10 arrestati l’ex sottosegretario Meduri

E’ una donna, la dirigente Anas Antonella Accroglianò, al centro di un vero e proprio sistema di corruzione. Il Procuratore Pignatone spiega come emerga dalla nuova inchiesta la quotidianità della corruzione: “La nostra principale indagata, la dirigente Anas Antonella Accroglianò, capo dell’associazione a delinquere, va in ufficio per lavorare ma il suo principale lavoro è quello di gestire il giro di corruzione”.

In carcere con la dirigente anche altri funzionari Anas, Oreste De Grossi (capo del servizio incarichi tecnici della condirezione generale tecnica), Sergio Serafino Lagrotteria (dirigente area progettazione e nuove costruzioni) e i funzionari “di rango minore” Giovanni Parlato e Antonino Ferrante. Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti l’ex sottosegretario al ministero delle Infrastrutture durante il governo Prodi, Luigi Meduri, l’avvocato catanzarese Eugenio Battaglia, e tre imprenditori, Concetto Bosco Lo Giudice, Francesco Domenico Costanzo e Giuliano Vidoni.

Dall’inchiesta sono emerse tangenti per almeno 200mila euro, e gli imprenditori arrestati lavorano attualmente ad appalti per un valore superiore ai 150 milioni di euro. Nella casa della madre di Antonella Accroglianò, gli inquirenti hanno sequestrato contanti e gioielli per un totale di 70 mila euro. Pignatone ci ha tenuto a precisare che ” il presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, che si è insediato da poco è assolutamente estraneo a questi fatti oggetto di indagine”.

L’ex sottosegretario Meduri è definito dagli inquirenti come un “oscuro faccendiere” e interfaccia politica della Accroglianò. Dalle indagini risulta che avrebbe messo a disposizione il suo pacchetto di voti al fratello della dirigente Anas, candidato alla regione Calabria nelle liste dell’Udc, e avrebbe anche fatto ottenere un importante incarico all’interno di una società partecipata della Regione. In cambio, sostengono la Guardia di Finanza e la procura di Roma, l’ex sottosegretario avrebbe chiesto l’assunzione e la riconferma in Anas di due geometri a lui vicini. Meduri avrebbe anche fatto da intermediario tra la stessa Accroglianò e due imprenditori catanesi, Concetto Bosco Lo Giudice e Francesco Costanzo, che avrebbero ritardato il pagamento di una tangente.

La mazzetta sarebbe relativa alla vicenda che ruota attorno all’appalto da 145 milioni per la realizzazione della cosiddetta ‘Variante di Morbegno’, in Lombardia. L’appalto, infatti, era stato vinto dai due imprenditori catanesi che, attraverso Meduri, avrebbero chiesto all’Anas, e dunque alla Accroglianò, l’autorizzazione alla cessione di un ramo d’azienda.

Meduri è uno dei mille componenti dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico, ed è stato sottosegretario alle infrastrutture durante il secondo governo Prodi. Nel pomeriggio la commissione nazionale di garanzia del Partito democratico ha deciso di sospenderlo dall’albo degli iscritti e degli elettori e dagli organismi di cui fa parte con provvedimento immediatamente esecutivo.

 

 

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