Il sindaco di Amatrice querela Charlie Hebdo, Saviano critica. E scoppia la polemica

Terremoto
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La querela del primo cittadino di Amatrice nei confronti del periodico francese Charlie Hebdo fa scoppiare la polemica social

Dopo le discusse vignette sul terremoto nel centro Italia apparse sul mensile satirico francese Charlie Hebdo, il comune di Amatrice ha deciso di querelare il periodico satirico francese. Una denuncia-querela per diffamazione è stata presentata al tribunale di Rieti dall’avvocato dello stesso Comune colpito dal sisma del 24 agosto.”‘La critica è un diritto inviolabile”, ha detto, ma “in questo caso le vignette offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, i sopravvissuti e la città di Amatrice”.

“Per me Charlie Hebdo è un ciclostilato. Era giusto che si prendessero una querela. Nel frattempo, tramite consolato, stiamo preparando anche una rogatoria internazionale per querelarli anche in Francia”, ha rincarato la dose il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.

E a dargli ragione c’è anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti “A mio giudizio il sindaco Sergio Pirozzi ha fatto bene perché c’è stato un elemento di indignazione e se una comunità così colpita si sente ferita, è giusto che questo abbia anche un risvolto molto concreto come quello di una querela”. “I diritti sono sempre due – ha aggiunto – c’è il diritto di espressione ma anche il diritto a essere tutelati nella propria dignità. E farlo attraverso la legge mi sembra la maniera più giusta e corretta”.

Non tutti però sono d’accordo. “La satira non deve far ridere, ma riflettere. La querela che il Comune di Amatrice ha presentato contro Charlie Hebdo per le due vignette è una reazione al dolore, ma forse non è il modo giusto per ripartire”. Lo scrive su facebook Roberto Saviano in un lungo post in cui spiega che “la prima vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto che ha colpito le regioni dell’Appennino centrale ha dato fastidio soprattutto perchè, in maniera macabra, ha veicolato un messaggio semplice: quando si costruisce male o quando non ci sono piani di emergenza in zone ad alto rischio, quello che non mettiamo nel conto, ma che può succedere, è la tragedia”. “Questa prima vignetta- prosegue- ha colpito al cuore chi nel terremoto ha perso molto, ha perso tutto. E l’Italia solidale, che attorno alla tragedia s’e’ stretta, non ha potuto trattenere un moto d’indignazione nei riguardi della redazione di Charlie Hebdo che pure non ha avuto vita facile. Però, quella prima macabra vignetta, non l’ho letta come una manifestazione di superiorità o di razzismo, o come la volontà di fare del male, ma come la constatazione di un dato di fatto: a fare danni non è stata la natura ma gli abusi edilizi, gli edifici pubblici costruiti senza rispettare i criteri antisismici e quelli solo apparentemente messi in sicurezza”.

Immediata la reazione sui social che ha diviso gli utenti tra chi sostiene il sindaco e chi invece critica l’iniziativa.

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