Il simbolo M5S: ecco perché Grillo non si vede, ma c’è

M5S
Il leader del M5S Beppe Grillo nella sala stampa della Camera dei deputati durante una conferenza, 15 aprile 2014 a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Nel movimento il duo Grillo&Casaleggio continua a comandare (e guadagnarci) anche se il nome del fondatore non compare più nel simbolo. La proprietà è sempre sotto il suo controllo

Niente più beppegrillo.it nel simbolo. Da ieri il nome e il cognome del comico genovese, fondatore del movimento non comparirà più nel logo del M5S. L’annuncio diffuso sul blog ha spiegato che a “seguito della votazione del 17 novembre 2015 e delle varie procedure burocratiche adottate presso il Parlamento italiano ed europeo, le regioni e i comuni oggi si conclude il processo per la modifica del logo del MoVimento 5 Stelle”. Per la modifica è stato aggiornato anche il “non statuto” mentre il blog invita tutti gli eletti del Movimento a cariche dello Stato ad utilizzare da oggi esclusivamente il nuovo logo.

Una procedura che era stata aperta con una votazione online il 17 novembre scorso, perché  spiegava Grillo: “Il movimento 5 Stelle è diventato adulto e si appresta a governare l’Italia credo che sia corretto non associarlo più a un nome, ma a tutte le persone che ne fanno parte”.  Insomma solo un’operazione di immagine, visto che la proprietà del marchio resta in mano all’oculato Beppe. Per essere precisi, la nuova registrazione del simbolo all’Ufficio marchi e brevetti europei, ovvero l’Oami, che blinda il simbolo in tutti e 27 i paesi dell’Ue, è attribuibile all’associazione Movimento 5Stelle. Stessa sede a Genova dello studio legale di Enrico Grillo, il nipote del leader pentastellato che in passato aveva anche registrato lo statuto del Movimento a 5 Stelle in uno studio notarile insieme allo zio.

grill2Intanto sul blog le reazioni degli attivisti sono altalenanti tra chi si lamenta per il metodo scelto:  “La strategia migliore per un movimento come il M5S era quella di creare un contest per la creazione del nuovo logo, aperto a tutti gli iscritti”.

grill1Chi applaude ma è preoccupato: “Non so se il M5S sia diventato adulto per poterne fare a meno. La barra a dritta con Grillo c’era; d’ora in poi si vedrà in quali porti approderà la nave”.

grill3E chi sospetta ci sia qualcosa da nascondere: “Cosa c’è dietro ? Pensare male è lecito, come lo è la rinuncia di Di Battista alla sicura vittoria a sindaco di Roma e la ritrosia ingiustificabile ad andare in tv ! Chi è Penelope ?!”.

Le critiche arrivano anche dal Pd, il deputato Ernesto Carbone che aveva criticato il M5S per la poca trasparenza nei bilanci, attacca: “In attesa di vedere le future mosse del comico, che nei prossimi giorni sarà impegnatissimo a teatro, ho un suggerimento per gli ex grillini: presentatevi alle elezioni direttamente con il logo della Casaleggio&Associati. Così per una volta sarete sinceri con gli italiani, facendo capire loro chi è che comanda veramente”.

Ma la scomparsa del nome è davvero una maturazione per questa forza politica? Sicuramente il tentativo che è stato messo in atto ha l’obiettivo di de-grillizzare il movimento. Una procedura iniziata da tempo: tant’è che l’epoca dei grandi comizi ritmati dai vaffa appartiene al passato, come anche l’eroiche traversate a nuoto del fondatore e capocomico. Ma la scomparsa di Grillo, almeno per il momento, risulta semplicemente un restyling iconografico.

A dimostrare la presenza (seppur invisibile) dei veri padroni del movimento ci  sono i regolamenti previsti per i candidati alle amministrative, le multe a chi dissente, le espulsioni di comodo e le sospensioni strategiche. Segnali che non possono essere ignorati in una forza politica che dice di volersi candidare a governare il Paese e che rappresentano la punta dell’iceberg degli interessi ( e dei guadagni economici) ancora saldamente in mano ai potenti e sempre presenti Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

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