Il Sì al referendum sbarca a Venezia: le Feste dell’Unità proiettino il corto dei giovani cineasti

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Si tratta di una produzione a sostegno delle ragioni del Sì al referendum confermativo sulla Costituzione

Il dibattito sul referendum costituzionale è arrivato anche al Festival del Cinema di Venezia. Un cortometraggio che sostiene le ragioni del Sì, autofinanziato e autoprodotto da un gruppo di giovani appassionati, è riuscito autonomamente ed in maniera indipendente ad essere presentato a Venezia ed ha portato il confronto sulle ragioni della Riforma anche al Lido. Dalle pagine dell’Unità desidero, quindi, lanciare un appello a tutte le Feste dell’Unità sparse per l’Italia e al Comitato “Basta un Sì” affinché valutino di valorizzare e far girare questo prodotto che può rappresentare un valido contributo alla discussione referendaria.
Credo che la storia di questo corto, che nasce in maniera indipendente dai normali meccanismi della politica, meriti di essere raccontata.
Un gruppo di ragazzi, all’interno di un Festival di cortometraggi (“CinemadaMare”, ritenuto il più grande raduno internazionale di giovani filmmaker al mondo, già giunto alla sua quattordicesima edizione) decide di realizzare un cortometraggio, autofinanziandosi ed autoproducendosi.
L’ideatore Stefano Bucello scrive una breve sceneggiatura e trova subito numerosi compagni di strada disposti ad aiutarlo. Questa piccola troupe di non più di 15 persone e di età media inferiore ai trentacinque anni lavora alacremente a spese proprie per settimane, cerca location, cura i dettagli della recitazione e delle inquadrature, affida la regia ad un giovane regista emergente di Los Angeles, Travers Jacobs, e, finalmente, giunta a Matera nella seconda metà del mese di agosto (CinemadaMare è un raduno itinerante che si sposta di città in città ogni settimana per permettere ai suoi circa cento filmmaker provenienti da tutti i continenti del mondo e selezionati tra più di 800 domande di partecipazione di realizzare cortometraggi in alcune delle più suggestive località italiane) realizza il cortometraggio in meno di 24 ore.
Sia per la passione che i ragazzi mettono nel progetto, sia per le abilità tecnico – registiche che dimostra la troupe, il cortometraggio viene giudicato uno dei lavori qualitativamente meglio realizzati nei due mesi di durata del raduno e questi giovani raggiungono così un piccolo sogno: quello di vedere il proprio film proiettato al Lido di Venezia, proprio nei giorni del Festival del Cinema.
Non si tratta di un risultato da poco: la proiezione viene organizzata il giorno 8 settembre all’Hotel Excelsior, a circa venti metri dal red carpet, in una sala piena, con tanto di dibattito e conferenza stampa. Quindi nel pieno cuore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il festival principe del cinema italiano.
Ma il lato sorprendente della storia riguarda proprio il tema scelto dagli autori del corto: una produzione a sostegno delle ragioni del Sì al referendum confermativo sulla Costituzione. In particolare si tratta del dialogo tra un senatore ed il suo assistente, accaniti difensori della conservazione e dei propri privilegi (e per tale ragione ostili alla riforma), che dibattono animatamente su come riuscire a far fallire il referendum, svelando così, con questo espediente narrativo, le reali ragioni alla base del no, al di là delle parole di facciata o dei proclami propagandistici.
Il cortometraggio è politicamente scorretto, aggressivo e mantiene sempre un ritmo registico sostenuto. Può essere visionato al link youtube https://youtu.be/1gyqo_8o8mM o cercando, sempre su youtube, il canale di Stefano Bucello, attore ed ideatore del progetto.
Soprattutto, però, il cortometraggio è autofinanziato e completamente autoprodotto da questo gruppo di ragazzi che si “autotassa” e si mette al lavoro senza sosta, per sostenere le proprie idee e per amore della buona politica. CinemadaMare, infatti, non contribuisce economicamente alla realizzazione dei corti dei suoi filmmakers, né vanta alcun schieramento politico, ma si limita a ospitare e a proiettare i lavori degli stessi, a prescindere dalla tematica o dal messaggio di ogni filmato.

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