Il Senato blocca la fornitura di ricambi per F-16 destinati all’Egitto

Caso Regeni
Giulio-Regeni

Sangalli: “Riteniamo che il nostro Paese abbia titolo e diritto, come ha fatto quando ha richiamato l’ambasciatore, a continuare a tenere sotto pressione l’opinione pubblica e anche l’Egitto sulla vicenda Regeni, affinché si possa arrivare a un importante chiarimento”

L’Italia, per la prima volta dall’inzio della vicenda riguardante Giulio Regeni, ha dato un segnale forte all’Egitto attraverso una misura approvata in Parlamento. L’Aula del Senato ha infatti dato il via libera all’emendamento al decreto legge missioni che blocca la fornitura di pezzi di ricambio degli F-16 all’Egitto.

L’emendamento – che porta il nome del ricercatore ucciso vicino al Cairo e che modifica il comma 6 dell’articolo 4 del provvedimento – è stato approvato con 159 voti favorevoli, 55 contrari e 17 astenuti dopo un lungo e animato dibattito.  Il Governo si era rimesso alla decisione dell’Aula.

Per il relatore del Pd, Gian Carlo Sangalli, l’approvazione dell’emendamento è un “segnale” che il Parlamento italiano vuole dare al governo egiziano affinché si accelleri la ricerca della verità sul caso del giovane ucciso tra gennaio e febbraio del 2016.

Per chi invece ha osteggiato l’emendamento, le critiche più infuocate vertono “sull’irresponsabile” scelta di privare di mezzi un alleato impegnato nella guerra all’Isis. Il senatore Maurizio Gasparri parla addirittura di “boicottagio” del governo italiano nei confronti  dei “Paesi che sono in prima linea contro chi semina stragi”.

La pensa diversamente Sangalli, che invece puntualizza come l’emendamento non deve essere considerato come “un atto di ostilità rispetto all’Egitto, che continua a essere un Paese nostro alleato e del quale riconosciamo anche il valore strategico in questo momento nella vicenda più complessa che riguarda la lotta al terrorismo”.

“Il motivo di questo emendamento – sottolinea il senatore democratico – è di far arrivare al Governo le posizioni che nell’Aula del Senato sono state molto intensamente manifestate da tutte le parti politiche sul caso Regeni. Parole che possano dare testimonianza, con questo atto, che il Parlamento è ancora ben vigile sulla vicenda“, conclude l’esponente Pd.

Il gruppo del Partito democratico ha dovuto replicare anche ad altre critiche da parte di alcuni senatori, tra i quali Mario Mauro (Gal), che avevano sostenuto che i pezzi di ricambio destinati all’Egitto fossero stati già consegnati. A chiarire la situazione è stato il senatore Pd e presidente della commissione Difesa, Nicola Latorre. “Questo materiale – ha spiegato durante il suo intervento in Aula prima dell’approvazione – non è stato affatto consegnato ma è imballato nel porto di Taranto”.

 

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