Il Salone del Libro a Milano o a Torino? Si va verso il compromesso

Editoria
schermata-09-2457644-alle-15-46-58

Arriva la proposta del ministro dei beni culturali per risolvere la spaccatura creatasi nel mondo editoriale in seguito alla nascita di una fiera del libro a Milano, in concomitanza con lo storico Salone di Torino. Oggi l’incontro con tutte le parti in causa

Prima la decisione dell’Associazione Italiana Editori (l’Aie) di formare una nuova società con la fiera di Milano e lanciare una manifestazione libraria nel capoluogo lombardo, in concomitanza con il salone del libro di Torino; poi la levata di scudi degli editori indipendenti, che attraverso un comunicato congiunto esprimono solidarietà alla trentennale manifestazione di Torino. A cercare una mediazione tra quella che si stava profilando come una vera e propria faida tra i sostenitori dell’una o dell’altra fiera è il ministro Dario Franceschini.

schermata-09-2457644-alle-15-55-37

Il Salone del Libro di Torino

“Per evitare una grossa figuraccia internazionale l’unica soluzione è creare un grande Salone, da tenersi a Milano e Torino contemporaneamente – spiega in una intervista a la Repubblica Franceschini – e se qualcuno dovesse opporsi senza presentare proposte alternative si assumerà la responsabilità delle sue decisioni”. La lettura che il ministro fa della situazione non risparmia una critica verso l’associazione degli editori: “L’Aie non ha dato prova del massimo garbo nei confronti delle istituzioni. A febbraio siamo entrati attraverso il Mibact e il Miur nella Fondazione torinese del salone del libro. E qualche mese dopo l’Aie ha annunciato di voler fare una mostra a Milano, uscendo dalla Fondazione del libro”. Evidentemente questa mossa è andata nella direzione opposta a quella di unire il nostro mondo editoriale: “era auspicabile un atteggiamento diverso – continua il ministro – visto che bisognerà comunque collaborare per la promozione della lettura. Nel nostro paese si legge poco e un mercato che deve essere allargato non può premettersi di dividere, ma deve puntare ad unire”.

È previsto in giornata un incontro tra Dario Franceschini e tutti gli attori di questa vicenda: l’Aie, la Fondazione del libro di Torino (che gode di un forte appoggio da parte della piccola e media editoria ma non di quello dei grandi editori), i sindaci di Milano e Torino, Giuseppe Sala e Chiara Appendino, e i rappresentati del Mibact e del Miur: “Evitiamo una lotta tra città e troviamo il modo di fare un salto di qualità”, è l’auspicio del ministro. “Una grande fiera che unisca Milano e Torino, con una stessa governance e quindi una stessa società: a quel punto i due ministeri potrebbero decidere di aumentare il loro sforzo finanziario”. Se questa sarà la proposta giusta per ricompattare il fronte editoriale lo scopriremo nelle prossime ore.

Vedi anche

Altri articoli