Il ritorno di Grillo: “Farò il capo politico se serve. Voglio vincere le elezioni”

M5S
Beppe Grillo a Palermo per la Festa nazionale del Movimento 5 Stelle, 24 settembre 2016. ANSA / MICHELE NACCARI

Lo ha detto Grillo al suo arrivo al Foro Italico di Palermo, dove oggi e domani si svolge la kermesse Italia 5 Stelle

“Se devo fare il capo politico lo farò. Io ci sono a tempo pieno. Voglio vincere le elezioni e dimostrare che possiamo governare Torino, Roma, Livorno…anche con gli sbagli che abbiamo fatto. E ci serve questa storia”. A dirlo è Beppe Grillo arrivando alla Festa 5 Stelle e prima di entrare nel backstage del palco principale del Foro Italico.

Nessun altro virgolettato poteva esprimere al meglio il clima con cui sta per iniziare la due giorni di festa per il popolo pentastellato: nel marasma degli ultimi mesi e lo smarrimento di diversi sostenitori della prima ora, Grillo torna a prendere le redini del suo Movimento. Quasi a sconfessare il lavoro fatto da Di Battista, da Di Maio e da tutti gli altri del Direttorio. Persone a cui Grillo aveva affidato le sorti del Movimento, salvo poi essere tirato per la giacchetta quando la situazione era ormai fuori controllo.

Di certo, per molti elettori pentastellati il ritorno di Grillo a capo del M5S rappresenta un consolazione confortante. Per altri, invece, è il segnale evidente che qualcosa non è andato. Forse è anche per questo che Grillo prova a guardare oltre. Alla Festa 5 stelle parla di una “fase 2″ fatta di “una seconda generazione di giovani che si avvicinano adesso e devono capire cosa è il Movimento”.

Il leader pentastellato pare consapevole che questa volta la sfida sarà ancora più difficile. Non solo perché negli anni il Movimento è cresciuto e in questo momento occupa poltrone importanti e di grandi responsabilità, ma anche perché ora una delle figure centrali per la storia del Movimento non c’è più. E’ a Gianroberto Casaleggio che Grillo dedica il ricordo della traversata che fece nello Stretto di Messina. Il comico in acqua e l’amico poco distante, a bordo di un canotto e con “un’espressione terrorizzata” perché  “non sapeva nuotare”. “Mi sento un vuoto” per la sua scomparsa, prosegue Grillo ricordando la figura del co-fondatore del Movimento: “Per me era una sicurezza, un conforto, a volte ci sono stati dei contrasti ma siamo stati insieme dieci anni. Mi rimane un vuoto enorme”.

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